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La diffamazione, disciplinata dall’art. 595 del codice penale, è un delitto che trova una delle sue manifestazioni più quotidiane sui social network.
Abbiamo già affrontato il tema agli albori dei sui sviluppi quando la Corte di Cassazione, per la prima volta, aveva previsto la realizzazione di questo reato su facebook (www.massere.it/pericoli/135-la-diffamazione-sbarca-su-facebook.html).  

Vediamo come si è evoluto il tema.

Partiamo da un dato: se nel 2015 il reato di diffamazione sui social network era la novità, oggi il mondo internet è il terreno più fertile per la realizzazione di questo delitto.
Basta fare una rapida ricerca per accorgersi che le sentenze in materia sono numerosissime e riguardano diversi argomenti.

Cosa si intende per diffamazione?

L’art. 595 del c.p. recita:

Chiunque (…) comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a milletrentadue euro.

Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a duemilasessantacinque euro.

Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a cinquecentosedici euro.

Se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate

La diffamazione è un delitto contro l’onore che si realizza quando una persona, comunicando con più soggetti, offende la reputazione altrui.
Il soggetto non deve essere presente fisicamente, altrimenti si cadrebbe nella diversa ipotesi dell’ingiuria (oggi depenalizzata).

Se l’offesa alla reputazione avviene attribuendo un fatto specifico (per esempio Tizio, imprenditore di arredo casalingo, usa materiale di seconda mano e di provenienza dal terzo mondo per la realizzazione delle sue mensole) si ha un’aggravante che comporta l’aumento della pena.
Per molti giudici, la diffamazione su Facebook può essere ricondotta alla diffamazione con qualsiasi altro mezzo di pubblicità (data la moltitudine, potenzialmente illimitata, di persone raggiungibili) e dunque suscettibile di una diversa e ulteriore aggravante.


Ho selezionato alcune sentenze (dal 2015 al 2018), cercando di evidenziare le decisioni consolidate dei nostri giudici:

Cassazione penale, sez. V, 23/01/2017,  n. 8482
La pubblicazione di un messaggio diffamatorio sulla bacheca Facebookcon l'attribuzione di un fatto determinato configura il reato di cui all'art. 595, commi 2 e 3,c.p.

Cassazione penale, sez. I, 02/12/2016,  n. 50
La diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l'uso di una bacheca "facebook" integra un'ipotesi di diffamazioneaggravata ai sensi dell'art. 595 terzo comma c.p., poiché trattasi di condotta potenzialmente capace di raggiungere un numero indeterminato o comunque quantitativamente apprezzabile di persone; l'aggravante dell'uso di un mezzo di pubblicità, nel reato di diffamazione, trova, infatti, la sua ratio nell'idoneità del mezzo utilizzato a coinvolgere e raggiungere una vasta platea di soggetti, ampliando - e aggravando - in tal modo la capacità diffusiva del messaggio lesivo della reputazione della persona offesa, come si verifica ordinariamente attraverso le bacheche dei social network, destinate per comune esperienza ad essere consultate da un numero potenzialmente indeterminato di persone, secondo la logica e la funzione propria dello strumento di comunicazione e condivisione telematica, che è quella di incentivare la frequentazione della bacheca da parte degli utenti, allargandone il numero a uno spettro di persone sempre più esteso, attratte dal relativo effetto socializzante 

Cassazione penale, sez. V, 14/11/2016,  n. 4873
Ove taluno abbia pubblicato sul proprio profilo Facebookun testo con cui offendeva la reputazione di una persona, attribuendole un fatto determinato, sono applicabili le circostanze aggravanti dell'attribuzione di un fatto determinato e dell'offesa recata con un qualsiasi mezzo di pubblicità, ma non quella operante nell'ipotesi di diffamazionecommessa col mezzo della stampa, consistente nell'attribuzione di un fatto determinato

Cassazione penale, sez. V, 19/10/2017,  n. 101
Si configura il reato di diffamazionea mezzo di strumenti telematici se i commenti diffamatori, pubblicati tramite post sul social network Facebook, possono, pur in assenza dell'indicazione di nomi, riferirsi oggettivamente ad una specifica persona, anche se tali commenti siano di fatto indirizzati verso i suoi familiari. 

Cassazione civile, sez. lav., 27/04/2018,  n. 10280
La condotta di postare un commento sufacebookrealizzala pubblicizzazione e la diffusione di esso, per la idoneità del mezzo utilizzato a determinare la circolazione del commento tra un gruppo di persone, comunque, apprezzabile per composizione numerica, con la conseguenza che, se, lo stesso è offensivo nei riguardi di persone facilmente individuabili, la relativa condotta integra gli estremi della diffamazione. 

Tribunale Pescara, 05/03/2018,  n. 652
Il reato di diffamazionea mezzo social network (Facebook) è integrato anche quando la vittima può essere individuata da una serie concordante di elementi indiziari, pur non essendo mai esplicitamente indicato il suo nome, gli stessi elementi che possono consentire di individuarlo come bersaglio anche ad altri frequentatori del social network su cui i post vengono pubblicati. Ovviamente, quando la vittima non è un personaggio famoso, si tratta di una cerchia di persone limitata a coloro che per motivi personali o di lavoro sono a conoscenza dei particolari della sua vita privata (ad esempio, l'occupazione lavorativa, il giorno del compleanno, la motocicletta posseduta). Tuttavia, si tratta di un ambito quantitativamente apprezzabile ed ampiamente sufficiente ad integrare l'elemento oggettivo del reato di diffamazione, il che vale a configurare anche l'ipotesi aggravata di cui al comma terzo dell'art. 595 c.p. poiché trattasi di condotta potenzialmente capace di raggiungere un numero indeterminato o comunque quantitativamente apprezzabile di persone.

Cassazione penale, sez. V, 13/07/2015,  n. 8328
La condotta di postare un commento sulla bacheca Facebookrealizza la pubblicizzazione e la diffusione di esso, per la idoneità del mezzo utilizzato a determinare la circolazione del commento tra un gruppo di persone, comunque, apprezzabile per composizione numerica, sicché, se tale commento ha carattere offensivo, la relativa condotta rientra nella tipizzazione codicistica descritta dall'art. 595 c.p.

In conclusione, è possibile integrare il reato di diffamazione su Facebook e sui diversi social network, dunque ogni commento e post deve essere predisposto con la massima attenzione, evitando reazioni “sconsiderate” e lesive.

Ogni post, data la moltitudine di persone che possono visionarlo, può essere paragonato ad una scritta gigante e firmata dal suo autore, collocata nel centro storico di una città affollata…. vale la pena rischiare?


Autore:
Matteo Meroni
Responsabile tematiche legali

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Instagram ha recentemente rilasciato un nuovo aggiornamento integrando un filtro ANTI-BULLO con lo scopo di identificare commenti che contengano attacchi all’aspetto fisico/caratteriale di un utente, e minacce alla sua sicurezza.
L'annuncio ufficiale è arrivato ieri direttamente su un post dal co-fondatore e ceo di Instagram, Kevin Systrom.

Come attivare il filtro:
- Opzioni  - >  Opzioni relativi ai commenti  - >  Nascondi Commenti Offensivi

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Dopo lo scandalo Cambridge Analytica che ha travolto Facebook, accousato essere il responsabile della violazione di 50 milioni di profili, l'UE ha modificato le normative sull'utilizzo dei dati e di conseguenza due giorni fa Facebook ha inviato un messaggio a tutti gli utenti con l'aggiornamento delle condizioni.
Vengono annunciate una serie di novità sulla protezione dei dati, in linea con il nuovo GDPR [Regolamento generale della Unione europea] inclusi gli aggiornamenti delle Condizioni d’uso e della Normativa sui dati.
Verrà quindi richiesto di accettare nuovamente la Normativa sui dati e le Condizioni d’uso aggiornate, nelle quali ci sono maggiori dettagli su come funzionano i servizi offerti.


Facebook - Riconoscimento FaccialeAlcuni importanti aggiornamenti e impostazioni da controllare

Le normative sui dati personali stanno cambiando nell'Unione europea e vogliamo fare in modo che tu possa visualizzare in modo più facile alcune delle tue impostazioni sui dati.
Dedica qualche minuto al controllo di questi aggiornamenti e decidi come usare alcune impostazioni specifiche relative ai dati.
Ecco cosa dovrai controllare:

  • Il modo in cui usiamo i dati personali raccolti dai nostri partner per mostrarti inserzioni pertinenti
  • Un'opzione per attivare il riconoscimento facciale

Gli aggiornamenti che abbiamo apportato alle nostre Condizioni, alla Normativa sui dati e alla Normativa sui cookie


Dati sottoposti a protezione speciale

Questi esempi possono aiutarti a fare una scelta prima di decidere come gestire le tue impostazioni sui dati.
Se aggiungi un orientamento religioso al tuo profilo, lo renderemo visibile alle persone che desideri sul tuo profilo e potremmo anche suggerirti gruppi Facebook correlati a cui potresti iscriverti in base, ad esempio, al tuo credo.
Se decidi di non aggiungere il tuo orientamento religioso, non useremo questa informazione per suggerirti gruppi o altri funzioni o prodotti.


Facebook - Riconoscimento FaccialeSe aggiungi dati sottoposti a protezione speciale al tuo profilo, li useremo per personalizzare i contenuti che vedi
Poiché hai deciso di aggiungere il tuo orientamento religioso, il tuo orientamento politico o il tuo interesse verso uomini o donne sul tuo profilo Facebook, vogliamo assicurarci che tu sappia che si tratta di dati sottoposti a protezione speciale ai sensi del diritto comunitario. Se decidi di mantenere queste informazioni sul tuo profilo, le condivideremo con le persone che desideri e useremo questi dati per personalizzare funzioni e prodotti. Seleziona Accetta e continua per confermare che possiamo usare queste informazioni in tali modi se le condividi oppure seleziona Gestisci le impostazioni sui dati per eliminarle o prendere decisioni al riguardo.


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Facebook - Riconoscimento FaccialeIl riconoscimento facciale

Il riconoscimento facciale è una tecnologia che analizza le foto e i video in cui sei presente per calcolare un numero unico ("modello") che rappresenta il tuo aspetto nelle immagini.
Quando attivi questa funzione, raccogliamo ed elaboriamo questo modello per confrontarlo con l'analisi di altre foto e video per individuare quando potresti essere presente in tali foto o video.

Come usiamo i dati

Ecco per quali scopi effettuiamo il trattamento di questi dati:

  • Proteggerti dagli sconosciuti che usano le tue foto per fingere di essere te e proteggere i nostri utenti, la nostra piattaforma e il pubblico da pericoli e usi impropri
  • Trovare e mostrarti foto in cui sei presente ma non ti hanno taggato
  • Suggerire persone che potresti voler taggare
  • Migliorare e sviluppare i nostri servizi per te e per le altre persone, ad esempio comunicando a una persona con disabilità visive chi è presente in una foto o in un video
  • Mostrare a te e agli altri contenuti personalizzati, ad esempio suggerendo filtri della fotocamera che potrebbero piacere a te e ai tuoi amici

Il riconoscimento facciale è al momento disattivato. Seleziona Accetta e continua se accetti che Facebook usi i tuoi dati relativi al riconoscimento facciale e desideri attivarlo oppure seleziona Gestisci l'impostazione sui dati se desideri mantenerlo disattivato.


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Abbiamo aggiornato le nostre Condizioni per spiegare meglio il nostro servizio e cosa chiediamo a ogni persona che usa Facebook.

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  • Nuove funzioni come Marketplace, gli effetti della fotocamera e gli strumenti per l'accessibilità
  • Maggiori dettagli sull'elaborazione da parte dei nostri sistemi dei contenuti che condividi, come testo, foto e video
  • Un resoconto su come condividiamo informazioni, sistemi e tecnologie tra i prodotti delle aziende di Facebook, inclusi WhatsApp, Instagram e Oculus
  • Aggiunta di Instagram, un servizio offerto da Facebook Ireland, alla Normativa sui dati

Mi sorge spontanea una DOMANDA: quando avete creato il vostro account avete letto le CONDIZIONI D'USO?

Eccole:

Ti diamo il benvenuto su Facebook
Le presenti Condizioni regolano l'uso di Facebook da parte dell'utente e della nostra offerta di prodotti, funzioni, app, servizi, tecnologie e software (i Prodotti Facebook o i Prodotti), tranne nei casi in cui venga espressamente dichiarata l'applicazione di condizioni separate (diverse dalle presenti).


1. I nostri servizi

Il nostro obiettivo è dare alle persone il potere di creare comunità e rendere il mondo più unito. Per ottenere tale obiettivo, forniamo all'utente i Prodotti e i servizi descritti qui sotto:

Offerta di un'esperienza personalizzata all'utente:
l'esperienza su Facebook è unica per ogni utente, da post, storie, eventi, inserzioni e altri contenuti visualizzati nella sezione Notizie o nella nostra piattaforma video fino alle Pagine seguite e alle altre funzioni che potrebbero essere usate (ad es. Popolari, Marketplace e ricerca). Sfruttiamo i dati di cui disponiamo (ad es., in relazione a connessioni effettuate, scelte e impostazioni adottate ed elementi condivisi dall'utente all'interno e al di fuori dei nostri Prodotti) per personalizzare l'esperienza dell'utente.
Connettersi a persone e organizzazioni di interesse:
aiutiamo l'utente a trovare e a connettersi con persone, gruppi, aziende, organizzazioni e altri soggetti di interesse nei Prodotti Facebook in uso. Usiamo i dati in nostro possesso per offrire suggerimenti all'utente e ad altri soggetti (ad es., gruppi a cui unirsi, eventi a cui partecipare, Pagine da seguire o a cui mandare un messaggio, programmi da guardare e persone con cui stringere amicizia). I legami più forti migliorano le comunità e crediamo che i nostri servizi siano più utili quando consentono di connettersi a persone, gruppi e organizzazione di interesse.
Possibilità di esprimersi e di comunicare in relazione agli argomenti di interesse dell'utente:
Facebook offre molti modi per esprimersi e per comunicare con amici, familiari e altri soggetti nell'ambito degli argomenti di interesse (ad es., condivisione di aggiornamenti di stato, foto, video e storie sui Prodotti Facebook in uso, invio di messaggi ad amici o a diverse persone, creazione di eventi o gruppi o aggiunta di contenuti al proprio profilo). Abbiamo anche sviluppato (e continuiamo a esplorare) nuovi modi per sfruttare la tecnologia, come la realtà aumentata e i video a 360° per creare e condividere contenuti più espressivi e coinvolgenti su Facebook.
Scoperta di contenuti, prodotti e servizi che potrebbero interessare all'utente:
mostriamo inserzioni, offerte e altri contenuti sponsorizzati che consentono all'utente di scoprire contenuti, prodotti e servizi offerti da diverse aziende e organizzazioni che usano Facebook e altri Prodotti Facebook. Siamo retribuiti dai nostri partner per mostrare i loro contenuti e progettiamo i nostri servizi in modo che i contenuti sponsorizzati e presentati all'utente siano pertinenti e utili come tutti gli altri elementi mostrati nei nostri Prodotti.
Lotta ai comportamenti dannosi, protezione e supporto della nostra community:
le persone creano community su Facebook solo se si sentono al sicuro. Disponiamo di team dedicati in tutto il mondo e sviluppiamo sistemi tecnici avanzati per rilevare usi impropri dei nostri Prodotti, comportamenti dannosi nei confronti di altri e situazioni in cui potremmo essere in grado di supportare o proteggere la nostra community. In caso di segnalazione di contenuti o condotte di questo tipo, adottiamo misure idonee (ad es., offrendo aiuto, rimuovendo i contenuti, bloccando l'accesso a determinate funzioni, disabilitando un account o contattando le forze dell'ordine). Condividiamo dati con altre Aziende di Facebook quando individuiamo un uso improprio o un comportamento dannoso nell'uso dei nostri Prodotti.
Uso e sviluppo di tecnologie avanzate per fornire servizi sicuri e funzionali a tutti:
sfruttiamo e sviluppiamo tecnologie avanzate, come l'intelligenza artificiale, i sistemi di apprendimento automatico e la realtà aumentata, per consentire alle persone di usare i nostri Prodotti in modo sicuro, indipendentemente dalle loro abilità fisiche o dalla loro posizione geografica. Ad esempio, queste tecnologie aiutano le persone con disabilità visive a capire i contenuti o i soggetti di una foto o di un video condiviso su Facebook o Instagram. Realizziamo anche sofisticate reti e tecnologie di comunicazione per aiutare più persone a connettersi a Internet nelle aree con accesso limitato. Sviluppiamo sistemi automatizzati per migliorare la nostra capacità di individuare e rimuovere attività illecite e pericolose che potrebbero mettere a rischio la nostra community e l'integrità dei nostri Prodotti.
Ricerca di metodi per migliorare i nostri servizi:
siamo coinvolti nella ricerca e collaboriamo con altri soggetti per migliorare i nostri Prodotti. Un modo per ottenere questo risultato è analizzare i dati in nostro possesso e capire il modo in cui le persone usano i nostri Prodotti. Qui è possibile scoprire di più su alcune delle nostre attività di ricerca.
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per gestire il nostro servizio globale, dobbiamo memorizzare e distribuire contenuti e dati nei nostri data center e sistemi di tutto il mondo, anche al di fuori dei Paesi di residenza dell'utente. Questa infrastruttura può essere utilizzata o controllata da Facebook, Inc., Facebook Ireland Limited o dalle relative società affiliate.

2. La nostra Normativa sui dati e le scelte relative alla privacy dell'utente

Raccogliamo e usiamo i dati personali per fornire all'utente i servizi descritti in precedenza. Per maggiori informazioni sul modo in cui raccogliamo e usiamo i dati, è possibile consultare la nostra Normativa sui dati. Inoltre, invitiamo l'utente a rivedere le proprie impostazioni sulla privacy in relazione ai modi in cui noi usiamo i dati nelle proprie impostazioni

3. Gli impegni dell'utente nei confronti di Facebook e della nostra community

Forniamo questi servizi all'utente e ad altri soggetti per raggiungere il nostro obiettivo. In cambio, l'utente deve assumersi i seguenti impegni:
1. Chi può usare Facebook
Quando le opinioni e le azioni sono riconducibili alle persone, la nostra community è più sicura e più responsabile. Per questo motivo, l'utente è tenuto a:
  • Usare lo stesso nome di cui si serve nella vita reale.
  • Fornire informazioni personali accurate.
  • Creare un solo account (il proprio) e usare il proprio diario per scopi personali.
  • Non condividere la propria password, non concedere l'accesso al proprio account Facebook ad altri o trasferire il proprio account ad altri (senza la nostra autorizzazione).
Cerchiamo di rendere Facebook disponibile a tutti, ma il suo uso è proibito a:
  • Utenti che hanno meno di 13 anni
  • Utenti condannati per violenza sessuale.
  • Utenti con account disabilitati in precedenza per violazione delle nostre condizioni o normative.
  • Utenti non autorizzati dalla legge in vigore a ricevere i nostri prodotti, servizi o software.
2. Elementi condivisibili e condotte autorizzate su Facebook
Desideriamo che le persone usino Facebook per esprimersi e condividere contenuti per loro importanti, ma senza pregiudicare la sicurezza e il benessere degli altri o l'integrità della nostra community. Pertanto, l'utente accetta di non adottare le condotte descritte qui sotto (o di agevolarne o supportarne l'adozione da parte di altri):
  1. L'utente non può usare i nostri Prodotti per adottare condotte o condividere elementi:
  2. L'utente non può caricare virus o codici dannosi, né adottare condotte che potrebbero disabilitare, sovraccaricare o impedire il corretto funzionamento o aspetto dei nostri Prodotti.
  3. L'utente non può accedere o raccogliere dati dai nostri Prodotti usando mezzi automatizzati (senza la nostra previa autorizzazione) o tentare di accedere ai dati senza la relativa autorizzazione.
Possiamo rimuovere i contenuti condivisi contrari alle presenti disposizioni e, ove opportuno, potremmo adottare misure nei confronti dell'account dell'utente, per i motivi indicati qui sotto. Potremmo anche disattivare l'account dell'utente in caso di reiterata violazione dei diritti di proprietà intellettuale di terzi.
Ove opportuno, adotteremo provvedimenti per informare l'utente della rimozione dei contenuti per violazione dei nostri Standard della community. Potremmo non essere in grado di fornire sempre un preavviso, come nei casi proibiti dalla legge o in caso di potenziale danno alla nostra community o all'integrità dei nostri Prodotti.
Per supportare la nostra community, incoraggiamo l'utente a segnalare contenuti o condotte ritenuti contrari ai propri diritti (compresi i diritti di proprietà intellettuale) o alle nostre condizioni o normative.
3. Autorizzazioni concesse dall'utente a Facebook
L'utente deve concederci determinate autorizzazioni per consentirci di fornire i nostri servizi:
    1. Autorizzazioni all'uso dei contenuti creati e condivisi dall'utente: L'utente è titolare dei contenuti che crea e condivide su Facebook e su altri Prodotti Facebook che usa. Nessun elemento delle presenti Condizioni disconosce i diritti che l'utente vanta sui propri contenuti. L'utente è libero di condividere i propri contenuti con chiunque, in qualsiasi momento. Per fornire i nostri servizi, l'utente deve concederci alcune autorizzazioni legali per l'uso dei contenuti in questione.

      Nello specifico, quando l'utente condivide, pubblica o carica un contenuto coperto da diritti di proprietà intellettuale (ad es. foto o video) in relazione o in connessione con i nostri Prodotti, ci concede una licenza non esclusiva, trasferibile, conferibile in sottolicenza, non soggetta a royalty e globale per la trasmissione, la distribuzione, la modifica, l'esecuzione, la copia, la pubblica esecuzione o la visualizzazione, la traduzione e la creazione di opere derivate dei propri contenuti (nel rispetto della privacy e delle impostazioni dell'app dell'utente). Ciò implica, ad esempio, che se l'utente condivide una foto su Facebook, ci autorizza a memorizzarla, copiarla e condividerla con altri soggetti (sempre nel rispetto delle proprie impostazioni), quali fornitori di servizi che supportano il nostro servizio o altri Prodotti di Facebook in uso.

      L'utente può revocare questa licenza in qualsiasi momento eliminando i propri contenuti o il proprio account. Per motivi tecnici, i contenuti eliminati potrebbero continuare a esistere in copie di backup (non visibili ad altri utenti) per un periodo limitato di tempo. Inoltre, i contenuti eliminati potrebbero continuare a essere visualizzati in caso di condivisione e mancata eliminazione da parte di altri soggetti.
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4. Ulteriori disposizioni

1. Aggiornamento delle nostre Condizioni
Lavoriamo costantemente per ottimizzare i nostri servizi e per sviluppare nuove funzioni in grado di migliorare i nostri Prodotti per l'utente e per la nostra community. Pertanto, potremmo dover aggiornare periodicamente tali Condizioni per indicare in modo preciso i nostri servizi e le nostre pratiche. Salvo quanto diversamente previsto dalla legge, avviseremo l'utente (ad es. mediante e-mail o attraverso i nostri Prodotti) almeno 30 giorni prima di apportare modifiche alle presenti Condizioni e ne consentiremo la consultazione prima della loro entrata in vigore. Una volta entrati in vigore tutti i Termini aggiornati, l'utente dovrà rispettarli se continua a usare i nostri Prodotti.
Ci auguriamo che i nostri Prodotti continuino a essere usati. Tuttavia, se l'utente non accetta le nostre Condizioni aggiornate e intende abbandonare la community di Facebook, può eliminare il proprio account in qualsiasi momento.
2. Sospensione o chiusura dell'account
Vogliamo che le persone si sentano benvenute su Facebook e libere di esprimersi e condividere pensieri e idee.
In caso di violazione chiara, seria o reiterata delle nostre condizioni o normative, fra cui in particolare i nostri Standard della community, potremmo sospendere o disabilitare in modo permanente l'accesso dell'utente al proprio account. Potremmo inoltre sospendere o disabilitare l'account dell'utente nei casi previsti dalla legge. Ove opportuno, avviseremo l'utente in merito al proprio account la prossima volta che tenterà di accedervi. L'utente può trovare maggiori informazioni su cosa fare se il suo account viene disabilitato o su come contattarci se ritiene che l'account sia stato disabilitato per errore.
Se l'account viene eliminato dall'utente o disabilitato da noi, le presenti Condizioni cesseranno di avere validità di accordo fra noi e l'utente, ma le seguenti disposizioni rimarranno in vigore: 3, 4.2-4.5
3. Limitazioni di responsabilità
Useremo una ragionevole diligenza e perizia nel fornire i nostri Prodotti all'utente e nel mantenerli in un ambiente sicuro, protetto e privo di errori, ma non garantiamo che i Prodotti funzioneranno sempre senza interruzioni, ritardi o imperfezioni. Presupponendo l'uso di ragionevole diligenza e perizia, siamo manlevati in caso di: perdite non causate dalla nostra violazione delle presenti Condizioni o da altre nostre azioni; perdite non ragionevolmente prevedibili da noi o dall'utente al momento della sottoscrizione delle presenti Condizioni, eventuali contenuti offensivi, non appropriati, osceni, illeciti o altrimenti deplorevoli pubblicati da altri sui nostri Prodotti; ed eventi oltre il nostro ragionevole controllo.
Quanto sopra disposto non esclude o limita la nostra responsabilità per morte, lesioni personali o rappresentazioni fuorvianti e fraudolente causate da nostra negligenza. Inoltre, non limita o esclude la nostra responsabilità per qualsiasi altro elemento non consentitoci dalla legge.
4. Controversie
Tentiamo di fornire regole chiare in modo da limitare o, auspicabilmente, evitare controversie tra noi e gli utenti. In caso di controversia, è utile conoscere in anticipo le sedi in cui è possibile risolverle, nonché le leggi applicate.
Nell'ambito dei consumatori che risiedono abitualmente in uno Stato membro dell'Unione Europa, trovano applicazione le leggi dello Stato membro in questione in relazione a eventuali reclami, azioni legali o controversie contro Facebook derivanti o correlati alle presenti Condizioni o ai Prodotti Facebook ("reclamo"). Il reclamo può essere risolto davanti a qualsiasi tribunale competente dello Stato membro che gode della giurisdizione nell'ambito del reclamo. In tutti gli altri casi, l'utente accetta che il reclamo verrà risolto davanti a un tribunale competente della Repubblica d'Irlanda e che la legge irlandese disciplinerà le presenti Condizioni ed eventuali reclami, indipendentemente da conflitti nelle disposizioni di legge.
5. Altro
    1. Le presenti Condizioni (precedentemente la Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità) rappresentano l'intero accordo fra l'utente e Facebook Ireland Limited in relazione all'uso dei nostri Prodotti. Sostituiscono qualsiasi accordo precedente.
    2. Alcuni dei Prodotti da noi offerti vengono disciplinati anche da condizioni aggiuntive. In caso di uso di uno dei Prodotti in questione, verrà offerta l'opportunità di accettare le condizioni aggiuntive che diventeranno parte dell'accordo con l'utente. Ad esempio, in caso di accesso o uso dei nostri Prodotti per scopi commerciali o aziendali, quali acquisto di inserzioni, vendita di prodotti, sviluppo di app, gestione di un gruppo o di una Pagina per un'azienda o uso dei nostri servizi di misurazione, l'utente deve accettare le nostre Condizioni commerciali. Se l'utente pubblica o condivide contenuti musicali, deve rispettare le nostre Linee guida sulla musica. In caso di conflitto fra le presenti Condizioni ed eventuali condizioni aggiuntive, nell'ambito del conflitto si applicano queste ultime.
    3. Se parte delle presenti Condizioni dovesse dimostrarsi inapplicabile, la restante parte resterà valida e continuerà ad avere effetto. La mancata applicazione di qualsiasi parte delle presenti Condizioni non costituisce in alcun modo una rinuncia. Qualsiasi modifica o rinuncia alle presenti Condizioni deve essere presentata per iscritto e sottoscritta da noi.
    4. L'utente non può trasferire nessuno dei suoi diritti o obblighi specificati nelle presenti Condizioni senza il nostro consenso.
    5. L'utente può nominare un soggetto (definito contatto erede) per la gestione del suo account reso commemorativo. Solo un contatto erede o un soggetto identificato in un testamento valido o in un documento analogo che esprime il chiaro consenso alla divulgazione dei contenuti in caso di morte o incapacità potrà richiedere la divulgazione dall'account dell'utente, una volta reso commemorativo.
    6. Le presenti Condizioni non conferiscono a terzi alcun diritto beneficiario. Tutti i nostri diritti e obblighi specificati nelle presenti Condizioni possono essere da noi assegnati liberamente nell'eventualità di una fusione, un'acquisizione o una vendita di beni o tramite un'operazione legale o altra transazione.
    7. In alcune circostanze, potremmo dover modificare il nome utente di un account (ad es., se un soggetto lo reclama e il nome utente non sembra correlato a un nome reale).
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5. Ulteriori condizioni e normative applicabili all'utente

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  • Linee guida sulla musica: queste linee guida descrivono le normative applicate in caso di pubblicazione o condivisione da parte dell'utente di contenuti con musica su Facebook.

Data dell'ultima revisione: 19 aprile 2018 
 

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Andrea Massa
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Durante in nostri incontri nelle scuole, sempre più docenti lamentano il fatto che gli alunni, pur essendo vietato, portano lo smartphone in classe e lo utilizzano di nascosto.


Biella, giro di vite sullo smartphone in classe: "lavori forzati" per gli studenti trasgressori.
Al posto del telefonino, confiscato, i ragazzi dell'istituto tecnico si vedono consegnare scopa e straccio con l'obbligo di pulire aule e corridoi. Già fioccate le prime punizioni. Il preside: "Famiglie d'accordo"
Il nuovo regolamento scolastico, in vigore da una decina di giorni, ha già prodotti i suoi effetti: se prima i cellulari venivano requisiti in attesa della loro riconsegna ai genitori, adesso c’è un inasprimento del provvedimento.

Ill preside Gianluca Spagnolo, intervistato, afferma: “Li armiamo di scopa e paletta, oppure di strofinaccio, e li facciamo lavorare. I genitori? Abbiamo trovato piena condivisione da parte della famiglie e ci fa piacere. D’altronde il nostro obiettivo è insegnare ai ragazzi a limitare l’utilizzo di uno strumento che può essere utile quanto deleterio per l’allievo stesso. Molti di loro non capiscono che si può anche fare a meno del cellulare. Eppure fino agli anni Novanta era così”.

Fonte: 12-04-2018 Repubblica.it [Leggi articolo completo]


Norme sull’utilizzo del telefono cellulare e dei vari dispositivi elettronici durante le attività scolastiche:

  • É vietato utilizzare il telefono cellulare e gli altri dispositivi elettronici e di intrattenimento (lettore mp3, tablet, notebook, fotocamera, videocamera) durante le attività didattiche, se non espressamente richiesto dal docente.
  • I predetti dispositivi devono essere tenuti spenti e opportunamente depositati negli zaini e/o nei giacconi.
  • Eventuali esigenze di comunicazione tra gli alunni e le famiglie, in caso di urgenza, saranno soddisfatte mediante gli apparecchi telefonici presenti negli uffici della scuola; in alternativa il docente potrà concedere l’autorizzazione all’uso del cellulare, previa richiesta da parte dello studente.
  • Nel caso in cui lo studente sia sorpreso palesemente a copiare dal cellulare o da qualsiasi altro dispositivo durante le verifiche scritte, le stesse saranno ritirate e non classificate; la prova di recupero dovrà essere effettuata nel periodo finale dell’anno scolastico. Nel caso in cui lo studente sia sorpreso durante una prova di recupero, la stessa sarà annullata e si manterrà la valutazione precedentemente ottenuta. A tale proposito si ricorda che non è consentito indossare smartwatch durante lo svolgimento delle prove scritte.
  • All’interno di tutti i locali della scuola, nelle sedi utilizzate per l’attività didattica come palestre, aule e laboratori sono vietate riprese audio e video di ambienti e persone, salvo in caso di esplicita autorizzazione del docente responsabile. Eventuali fotografie o riprese effettuate all’interno della scuola e nelle sue pertinenze, senza il consenso della/e persona/e, si configurano come violazione della privacy e quindi perseguibili per legge oltre ad essere sanzionate con il presente regolamento.
  • È diritto dello studente con disturbo specifico dell’apprendimento o con bisogni educativi speciali far uso di apparecchi di registrazione o di dispositivi elettronici quando previsti quali strumenti compensativi e concordati con l’insegnante.

Sanzioni disciplinari

1) Utilizzo del cellulare durante l’attività didattica

a) Primo richiamo:

  • ritiro immediato del cellulare che sarà portato in vicepresidenza dal docente, custodito in cassaforte e riconsegnato direttamente alla famiglia o persona autorizzata;
  • nota sul registro di classe.

b) Uso reiterato:

  • sospensione dalle lezioni di uno o più giorni a seconda della gravità;
  • convocazione della famiglia per concordare azioni educative adeguate;

Il Consiglio di classe delibera l’adozione dei provvedimenti disciplinari, modulandone la sanzione.  

2) Uso del cellulare (o di altro dispositivo) in modo improprio o dannoso per gli alunni, i docenti, gli operatori scolastici e per l’immagine dell’Istituzione Scolastica

  • sospensione dalle lezioni di uno o più giorni a seconda della gravità;
  • convocazione della famiglia per concordare azioni educative adeguate;
  • eventuale istanza di ammonimento al Questore (Legge 29 maggio 2017 n° 71, art. 7);
  • valutazione anche non sufficiente del voto di condotta (Regolamento per l’attribuzione voto in condotta)

Il Dirigente scolastico e il Consiglio di classe hanno la possibilità di sostituire le sanzioni disciplinari con altri provvedimenti, comprendenti la collaborazione ai servizi interni della scuola o ad altre attività a scopo sociale che possano utilmente costituire una riparazione e un ammonimento.


ARTICOLI CORRELATI DI OGGI 12-04-2018

  • La Tecnica della Scuola: Scopa e straccio per chi è beccato a usare lo smartphone in classe [Leggi articolo completo]
  • Corriere della Sera: Biella, usi il telefonino in classe? La punizione è pulire la scuola e svuotare i cestini [Leggi articolo completo]
  • La Stampa: Scuola, all’Iti scattano i “lavori forzati” per chi usa lo smartphone in classe [Leggi articolo completo]

 


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Il PHISHING è un tentativo di truffa informatica, realizzato attraverso la posta elettronica, ha come scopo principale il furto di informazioni e dati personali degli utenti.
Il termine phishing è una variante di fishing (letteralmente "pescare" in lingua inglese) e allude all'uso di tecniche sempre più sofisticate per "pescare" dati finanziari e password di un utente.

Chi non ha mai ricevuto una email dalla banca o dalle Poste Italiane (qui di seguito alcuni esempi).

COME RICONOSCERE LE MAIL:
Ricordiamo che nella maggior parte dei casi le email fraudolente sono riconoscibili in quanto presentano le seguenti caratteristiche:

  • Non contengono il nome ed il cognome del destinatario (il truffatore in realtà invia il messaggio ad un numero molto elevato di indirizzi email, facendo spamming).
  • Invitano a visitare siti con indirizzi diversi da quello del sito web ufficiale dell’ente simulato.

COME DIFENDERSI:
Non esistono ad oggi strumenti anti-phishing assolutamente infallibili, la miglior difesa contro questa forma di truffa informatica è basata quasi completamente sul buon senso.

COME SEGNALARE:
Anche la Polizia Postale ha aperto una SEZIONE dettagliata sul proprio sito (LINK), dove è possibile segnalare e denunciare casi di truffa online.
La stessa Google ha messo a punto un sistema di sicurezza (Google Safe Browsing) che prova ad eliminare il phishing direttamente dalle radici andando ad analizzare le pagine web (contenenti programmi o script potenzialmente pericolosi): ogni URL infetto viene quindi registrato nel database di Google, inserito in una blacklist e rimarrà virtualmente inaccessibile agli internauti.

 


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Progetto MASSERE - WhatsApp a pagamento BUFALA

In queste ultime settimane ho ricevuto diversi messaggi di genitori che chiedevano informazioni in merito al passaggio da gratuito a pagamento dell'APP WhatsApp.
Naturalmente si tratta di BUFALA e a cascarci sono spesso proprio i genitori (immigrati digitali), come successo più volte in passato ciclicamente rispunta questa catena di S.Antonio dove a cascarci sono milioni di italiani.

CONSIGLI:
Quando si riceve un messaggio del genere, prima di condividerlo con i propri amici aumentando la diffusione è sempre bene verificare l’autenticità.
Nessuna comunicazione Ufficiale è stata rilasciata dal Blog di WhatsApp dove vengono presentate tutte le novità e relative funzioni.
WhatsApp è l'App più installata e conta oltre un miliardo di utenti attivi, dai nostri sondaggi nelle scuole ad alunni e genitori si nota come ben il 98% delle persone possessori di uno smartphone connesso ad internet ha WhatsApp installato.

ARTICOLI CORRELATI:

COSA SI RISCHIA?
In questo cano nulla, è la classica catena di S. Antonio che ci tartassa da olter 15 anni con i primi SMS, ma in passato questi messaggi rimandavano a un sito malevolo che installa estensioni del browser e attiva servizi a pagamento.
Ricordiamo che le nuove funzioni/aggiornamenti passano sempre tramite i negozi ufficiali dell'app (Apple Store per iOS e Google Play Store per Android).

INTERESSANTI ARTICOLI SULLE TRUFFE CON WHATSAPP:

  • La Repubblica: WhatsApp, l'esca del nuovo look: occhio alla truffa dei colori [Leggi articolo completo]
  • ADN Kronos: "iPhone 7 in regalo", l’ultima truffa su WhatsApp [Leggi articolo completo]
  • Leggo: Falsi buoni di Decathlon, il ritorno su WhatsApp in vista del Natale. Il link non porta direttamente al sito di Decathlon, che non ha niente a che vedere con la vicenda, bensì ad un altro sito che potrebbe infettare i vostri dispositivi o 'rubare' i vostri dati. [Leggi articolo completo]

 


Andrea Massa - Progetto Massere - @massere82Autore:
Andrea Massa
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