Ultime sul pericolo della DIPENDENZA

PROGETTO MASSERE - Sicurezza dei Minori sul Web

Smombie: Chi cammina per strada senza alzare lo sguardo dallo smartphone

La parola smombies è un termine coniato dalla combinazione delle parole "smartphone" e "zombies". Si riferisce alle persone che camminano per strada completamente assorbite dai loro smartphone, al punto da sembrare inconsapevoli di ciò che li circonda, proprio come degli zombie.
Il termine è stato utilizzato per sottolineare il comportamento rischioso di chi non presta attenzione al proprio ambiente mentre è concentrato sullo schermo del telefono, il che può portare a incidenti o situazioni pericolose.

Il GAMING, argomento sempre più discusso durante i nostri incontri con genitori e alunni, oggi vogliamo fare un focus su come poter dare al proprio figlio un videogioco adatto.

Il sistema di classificazione in base all'età PEGI (Pan-European Game Information) è stato istituito per aiutare i genitori europei ad adottare decisioni informate nell'acquisto di giochi per computer. Lanciato nella primavera del 2003, il sistema PEGI ha sostituito svariati sistemi nazionali di classificazione in base all'età e si è affermato come sistema unico attualmente utilizzato in gran parte dell'Europa, in più di 35 paesi.

Cosa significa? Quando è nato?

Per binge watching indichiamo l’azione di vedere consecutivamente le puntate di una serie tv, il termine si è diffuso con le piattaforme di video streaming come Netflix (in particolare), DisneyPlus, Prime Video ecc.
In particolare, il verbo binge watch acquisì notevole popolarità nel 2013, anno in cui Netflix iniziò a distribuire anche serie televisive inedite rendendo disponibili intere stagioni contemporaneamente.

Negli anni sono diverse le forme di dipendenza viste insieme, dal VAMPING alla NOMOFOBIA, dalla I.A.D. al I.G.D.
Oggi cercheremo di capire il significato di “infinite scrolling”; se pensate alla maggior parte dei social e siti web sfruttano la tecnica dell’infinite scroll permettendo un continuo caricamento di contenuti (foto/video/testi) ogni qual volta che l’utente scorre verso il basso come se fosse effettuato un refresh ad ogni scroll.

In alcuni paesi è conosciuto anche come “doom scrolling”, lo scorrimento ossessivo online che si trasforma in una condanna (“doom”).
Lo scroll è diventato un gesto naturale, utilizzato non solo dai ragazzi ma anche dai genitori, diventando una vera dipendenza, il concetto alla base è che scrollando continuiamo a trovare cose nuove (un post, una notizia, un video correlato, una foto) e tale processo è senza interruzioni nel flusso dei contenuti sfruttando il fenomeno dell’automaticità un po’ come avviene per le slot machine.

Dal 2012 ad oggi si svolge in europa uno dei festival di luci più grandi, l’Amsterdam Light Festival.
Durante il periodo invernale, artisti di tutto il mondo prendono parte al festival, creando installazioni luminose straordinarie che ispirano e illuminano sia i visitatori che i colleghi artisti.
A colpire la nostra attenzione è stata l'installazione è intitolata “Absorbed by Light” realizzata da Gali May Lucas, artista britannica, insieme alla scultrice Karoline Hinz, raffigurano delle persone concentrate sui loro telefoni cellulari e con i volti illuminati dai dispositivi stessi.

 

Come ormai ben sappiamo, e i nostri interventi lo confermano, lo smartphone è diventato parte integrante se non indispensabile della vita degli adolescenti. Nei nostri sondaggi emerge chiaramente come ormai la diffusione coinvolga quasi il 100% dei ragazzi.

Una tale pervasività porta di conseguenza l'attenzione sull'utilizzo massiccio che se ne fa. Ovviamente non sono solo  i ragazzi ad utilizzarlo, ma sicuramente rimangono la fascia più "esposta ed ammaliata" da questo strumento.

Parliamo spesso di quanto tempo passiamo su internet e Social, sentiamo spesso termini come: dipendenza da internet, vamping, IAD, IGD, nomofobia, ma l'uomo felice dell'estate 2019 sarà quello sconnesso.
Qualche giorno fa i tre principali sono social (Facebook, WhatsApp ed Instagram) sono andati down ed è scattato il panico tra le persone. Quante volte abbiamo controllato il proprio dispositivo per controllare se tutto fosse tornato online?


Analizzando i dati pubblicati durante Global Wellness Summit (GWS) svolto a Cesena, gli ‘scollegati’ nel 2018 sono scesi al 37%, erano il 50% nel 2017.
Il lavoro richiede di essere sempre più reperibili e la fame da rapporti social fa il resto perciò non si riesce più a staccare gli occhi dallo schermo dello smartphone.

Alcuni locali si sono già portati avanti, esempio:

  • Il dolce è gratis nelle catene Le Pain Quotidien degli Stati Uniti se non usi lo smartphone al ristorante
  • In alcuni hotel di lusso, come il Mandarin Oriental di New York si può richiedere il servizio ‘no wi-fi’ fra le amenities e la ‘digital detox’ è nel menù della Spa, dove i telefonini vanno depositati all’ingresso (e all’uscita vengono riconsegnati puliti e lucidati)

Per gli amanti dei "fai da te" è possibile acquistare/recuperare un dumb-phone, un cellulare ‘muto’, 'stupido', cioè privo di connessione internet, niente antenna wi-fi e chip per il collegamento online. Niente social network, niente email, niente app, iconcine animate, niente attività che passa su browser. E' l'avvento del minimalismo digitale.

A Londra dove invece incarnano una nuova forma di status symbol fra gli adulti.
Il minimalismo digitale piace moltissimo ai manager perchè permettono di aumentare quello che veramente non hanno, il tempo libero.


Fonte: ANSA [08-07-2019] - La nuova felicità? Restare offline. Cresce il popolo dei tecnofobici e il mercato lo accontenta. Se non usi smartphone a ristorante il dolce è gratis, in hotel no wifi è servizio hotel di lusso.

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Andrea Massa - Progetto Massere - @massere82Autore:
Andrea Massa
Resp. INFORMATICO - Progetto MASSERE

Nel percorso scolastico abbiamo sempre visto l’evoluzione dell’uomo (Ddll'Austrolopiteco all'Homo Habilis, dall'Homo Erectus all'Homo di Neanderthal fino all'Homo Sapiens), di come il corpo sia cambiato per adattarsi meglio all’ambiente che lo circondava.
Nelle ultime settimane, un’interessante studio di TollFreeForwarding (From Text Claw to Tech Neck: How Technology Affects Our Bodies) ha portato alla luce come sarà l’uomo di domani, si può definire una vera e propria involuzione umana: avvolto su se stesso, curvo, con la gobba. Il cervello più piccolo, le mani e il pollice in posizione anomala ed infine una doppia palpebra.


La causa ti tutto questo sembra essere la tecnolgia: aumento della dipendenza da smartphone/internet/gaming, nomofobia, abitudini sbagliate come il vamping.

La TollFreeForwarding ha creato un modello di rappresentazione del corpo MINDY basato su quel tipo di studi. La immagini possono sicuramente lasciarci senza parole.Le caratteristiche fisiche dell'essere umano ossessionato dalle tecnologie potrebbero davvero evolversi al contrario. 

«Trascorrere ore a guardare in basso verso lo schermo del telefono può portare alla deformazione del collo e della spina dorsale. E ne risentirebbe anche l'equilibrio. Come risultato, i muscoli del collo sono costretti a uno sforzo extra per tenere la testa». Sono le parole di Caleb Backe, esperto di salute e benessere, riportate all'interno dello studio. Proprio qualche giorno fa avevamo parlato dell'aumento dei casi di cifosi nei ragazzi (leggi articolo: Ortopedici: +700% di cifosi da smartphone tra bimbi negli ultimi 10 anni).

«il cranio dell'essere umano del futuro si "addenserà" per proteggere il cervello dalle radiazioni a radio frequenza emesse dai cellulari». Allo stesso tempo, secondo una teoria scientifica che afferma come uno stile di vita sedentario stia riducendo la capacità cerebrale delle persone, il modello indica che il volume del cervello diminuirà.

Si può anche vedere la posizione insolita assunta dalla mano, come se le sue dita stessero tenendo un telefono. E il gomito posizionato con un angolo di 90 gradi.

Una caratteristica finale a spiccare in questo modello è la presenza di una seconda palpebra che proteggerebbe gli occhi dall'eccessiva luce emessa dai dispositivi elettronici.
Display luminosi, luce blu influenzano la qualità della vista, ne avevamo già parlato in passato con i seguenti articoli:

Fonte: Il Mattino [28-06-2019] - L'uomo del futuro curvo e con il pollice storto: l'involuzione umana colpa della dipendenza da smartphone

Ne ha parlato anche:

Sussidiario.Net [29-06-2019] - Addio homo erectus con gli smartphone/ Gobba, dita ad artiglio, due palpebre e corna!

Leggo.it [29-06-2019] - L'uomo del futuro per colpa della dipendenza da smartphone e pc: le foto choc


Andrea Massa - Progetto Massere - @massere82Autore:
Andrea Massa
Resp. INFORMATICO - Progetto MASSERE

L'episodio è successo a Torino, il ragazzo è ora ricoverato in gravissime condizioni allʼospedale Cto del capoluogo piemontese.

Dopo l'ennesima lite, la madre gli ha tolto la tastiera del computer dalle mani e lui, 19 anni, si è buttato dal quinto piano della sua abitazione. E' accaduto nel quartiere Mirafiori di Torino. Il ragazzo è ora ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale Cto del capoluogo piemontese. Il 19enne viveva in simbiosi con il pc perché affetto da sindrome di hikikomori, che letteralmente significa isolarsi.

Secondo quanto riportato dal Corriere Torino, il 19enne non usciva di casa ormai da alcuni anni. Ha smesso di studiare da un po' e non ha mai circato lavoro. Vive con la madre in un alloggio popolare; il padre è andato via di casa da molto tempo, mentre la sorella, appena ha potuto, si è costruita una vita con il fidanzato. "Stava al computer dal mattino alla sera, e quando la madre gli diceva che doveva smettere, a volte le alzava le mani", ha raccontato una vicina al quotidiano. Quello di sabato 29 giugno è stato solo uno dei numerosi litigi tra i due.

Fonte: TGCOM24 [30 giugno 2019] - Leggi articolo completo

Ne hanno parlato anche:

  • Corriere della sera [30 giugno 2019]: La madre gli toglie il computer e lui si lancia dal quinto piano
    È accaduto a Mirafiori: il ragazzo, 19 anni, è gravissimo. Non usciva mai di casa, è uno dei tanti «hikikomori» (ritirati sociali) della periferia torinese. [Leggi articolo completo]
  • Quotidiano.Net [30 giugno 2019]: La madre gli toglie il pc, 19enne si lancia dal quinto piano.
    Torino, il ragazzo grave in ospedale. Da mesi viveva in casa attaccato al computer come un hikikomori [Leggi articolo completo]

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Andrea Massa - Progetto Massere - @massere82Autore:
Andrea Massa
Resp. INFORMATICO - Progetto MASSERE

Settimana scorsa, la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT), citando 'numeri' allarmanti, ha denunciato l'aumento del 700% dei casi di cifosi registrati nelle scuole medie inferiori negli ultimi dieci anni.

 

Purtroppo, come spesso verificato dai nostri sondaggi, smartphone e tablet sono diventati i veri “babysitter elettronici” che tengono occupati e mansueti i più piccoli a casa o al ristorante.
Spesso parliamo negli incontri parliamo di: dipendenza da Internet, perdita del senso realtà, I.A.D. (internet Addiction Disorder), I.G.D. (Internet Gaming Disorder), Nomofobia e la postura insieme alla vista stanno iniziando a fare le prime "vittime", oggi l'80% dei bambini di quarta e quinta elementare ha un 'atteggiamento cifotico'. Era il 20% nel 2008.
Stare chinati con le spalle in avanti per ore - spiega Carlo Ruosi, Professore di Ortopedia e Traumatologia Università Federico II di Napoli - è assolutamente sconsigliabile per bambini che hanno ancora le vertebre in via di formazione. Una situazione che a lungo andare le fa crescere deformate". E si vedono tanti bambini che non tengono più le spalle dritte, ma sono curvi in avanti.
Fondamentale, per qualsiasi disturbo interessi le ossa e le articolazioni dei bambini (dalla cifosi alla scoliosi, al piede piatto, al ginocchio valgo), è rivolgersi allo specialista, l'ortopedico, è importante sapere che alcuni di questi disturbi possono essere evitati grazie all'adozione di posture e comportamenti corretti fin dalla primissima infanzia.

Fonte: ANSA.IT [12 giugno 2019] - Leggi articolo completo

COSA INTENDIAMO PER CIFOSI?

Con il termine cifosi si indica la curvatura della parte alta della colonna vertebrale in senso antero-posteriore e a concavità anteriore: quella modificazione a carico della schiena, cioè, comunemente conosciuta come "gobba". Un leggero grado di curvatura della parte alta della schiena è fisiologico, ma il termine cifosi di solito viene utilizzato per indicare una curvatura eccessiva.

Ne hanno parlato anche:

  • La Repubblica [19 giugno 2019]: In 10 anni i casi di cifosi sono aumentati del 700% -> Leggi articolo completo

  • RTL 102.5 [20 giugno 2019]: Allarme ortopedici, +700% casi di cifosi da smartphone tra bimbi -> Leggi articolo completo

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Andrea Massa - Progetto Massere - @massere82Autore:
Andrea Massa
Resp. INFORMATICO - Progetto MASSERE

Abbiamo spesso parlato di dipendenza da Internet, perdita del senso realtà, I.A.D. (internet Addiction Disorder), I.G.D. (Internet Gaming Disorder), Nomofobia, è di oggi un interessante articolo uscito su La Stampa che parla di un nuovo ambulatorio specializzato per la disintossicazione dalla dipendenza da computer e smartphone. I casi più gravi tra gli under 15, si stimano 300.000 i ragazzi tra i 12 e i 15 anni con un disturbo legato alla dipendenza da telefonini e videogiochi.

Tanti sono i giovani malati di videogiochi, chat e YouTube: non riescono a farne a meno. Una vera e propria dipendenza che ha spinto Cerba HealthCare, un gruppo internazionale specializzato nella diagnostica ambulatoriale, a inaugurare ieri a Milano un servizio chiamato “Digital Life Coaching”, ovvero uno sportello psicologico che – come racconta La Stampa – consentirà ai malati di internet di riappropriarsi della propria vita e delle proprie relazioni sociali
Secondo l’ultimo rapporto Agi-Censis, la gran parte dei malati del web (il 77.7%) è in rete anche prima di dormire (fenomeno del VAMPING) e subito dopo la sveglia (63%). Il 61.7% utilizza tablet e cellulari anche a letto (tra i più giovani si sfiora l’80%) e il 34% a tavola.
Sarà possibile parlare con «con personale qualificato» che effettuerà un «primo screening di valutazione assieme agli psicologici che costruiranno percorsi personalizzati» ha spiegato Stefano Massaro, Ceo di Cerba HC Italia al quotidiano La Stampa.

 “L’adolescenza è un periodo centrale del percorso di sviluppo individuale

che richiede la stessa attenzione dell’infanzia,

è una transizione neurobiologica fondamentale per dare forma al cervello adulto."

F. Maragora, ONDA.

 

Gli ultimi dati ISTAT segnalano che quasi il 95% dei ragazzi tra i 14 e 19 anni utilizza internet. In Italia sono stimati in 300 mila tra i 12 e i 25 anni quelli con dipendenza da internet.Gli studi internazionali segnalano che l’utilizzo della tecnologia può diventare problematico in una percentuale compresa tra l’1 e il 4% circa di questi ragazzi. Partendo da questo quadro diversi studiosi si stanno sempre più interrogando su come la tecnologia incida nello sviluppo cerebrale e emotivo di bambini e adolescenti. 

 

IL CERVELLO...

  •  Un dato interessante, seppur preliminare, deriva dal riscontro di vere e proprie modificazioni della materia bianca (prevalentemente dei fasci di connessione cortico-subcorticali) in ragazzi con dipendenza marcata da smartphone che ricalcano, almeno in parte, quelle già riscontrate in soggetti con dipendenza da internet. 
  • Le aree del cervello più utilizzate per le attività online sono quelle deputate a veloci spostamenti della nostra attenzione da uno stimolo all’altro. Troppe distrazioni costringono a rifocalizzare continuamente l’attenzione producendo danni alla memoria con conseguenze sulla capacità di apprendimento. Imbarchiamo molte informazioni ma non ne tratteniamo nessuna perché la nostra “memoria di lavoro” (quella  che consente alle informazioni di essere immagazzinate nella memoria a lungo termine) è sovraccarica.
  • L’uso continuo delle stesse funzioni – grazie alla plasticità di cui è dotato il nostro cervello – si rafforzino a scapito di altre. Le zone deputate alle attività approfondite e prolungate, d’altro canto, si rimpiccioliscono fino a scomparire. La plasticità cerebrale non sa distinguere tra attività “buone” e “cattive”. Si adatta alle esigenze dell’ambiente
  • Anche l’ADHD è stato correlato alla dipendenza da internet e, in modo ancora più chiaro, da gaming. La struttura stessa di alcuni giochi, con “l’incentivo a raggiungere il livello successivo’, è estremamente attraente per ragazzi dipendenti dalla ricompensa. L’esposizione eccessiva alla tecnologia è stata correlata anche a un peggioramento sintomatologico nei bambini e negli adolescenti con ADHD, e alcuni dati preliminari segnalano effetti cognitivi della stessa. 

! Il cervello di bambini e ragazzi è ancora in fase di sviluppo e

ancora non sappiamo quali conseguenze può avere su di loro l’iperconnettività.

 

LE EMOZIONI....

  • In Italia oggi vivono circa 8 milioni e 200 mila giovani tra i 12 e i 25 anni. Di questi circa il 10% (dati ISTAT) si dichiara globalmente insoddisfatto della propria vita, delle loro relazioni amicali, familiari e della loro salute. 
  • Internet e lo schermo diventano il mondo dove tutto è possibile, dove si può essere chiunque si voglia e dove l'altro c'è e non esiste allo stesso tempo. E' una possibilità di andare oltre alle proprie fragilità del "mondo reale", un modo di filtrare emotivamente il troppo che si sente nelle relazioni personali. Purtroppo però è un mondo virtuale dove ciò che è vero è anche finto e viceversa, dove è proprio perchè ci sono alcune fragilità personali che tutto è possibile e diviene l'unico motivo d'essere.
  • a volte però, ciò che sembrava essere la soluzione alle fatiche del mondo reale diventa una trappola da cui è difficile uscire e che inchioda ancora di più a quelle emozioni e pensieri negativi che hanno portato lì.

! diventa fondamentale educare alle emozioni tencologiche

 

 

link

DIPENDENZA da Internet; ecco i sintomiDipendenza da smartphone: ne soffre la metà degli adolescentiINTERNET ADDICTION: Dipendenza da socialnetworkMinori e internet: l’ossessione diventa dipendenza. Come combatterla?

 

fonti:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/23/dipendenza-da-internet-se-i-nativi-digitali-vengono-lasciati-soli/1448276/

http://www.dire.it/20-02-2018/175883-allarme-psichiatri-in-italia-300mila-giovani-dipendenti-da-internet/

Ieri, 1 Luglio 2018 si è tenuta la seconda edizione del Digital Detox Day, una giornata proposta dall'agenzia di comunicazione Ella, volta a favorire la "disintossicazione dalla Rete. L'iniziativa, rivolta agli hotel associati, era quella di dotarsi di una scatola, la Digital detox box, e chiedere agli ospiti di riporvi il proprio dispositivo per 24 ore.

Questa iniziativa, come altre, nasce dalla constatazione che l'utilizzo massiccio che le persone fanno della Rete, sta creando un circolo vizioso e pericoloso. Anche la psicologia si è accorta di questo preoccupante fenomeno e ha introdotto la IAD (Internet Addiction Disorder) nel manuale diagnostico DSM-IV in quanto è stata riconosciuta come una vera e propria patologia al pari della dipendenza da gioco d'azzardo o simili. Anche in Italia si sta sempre di più diffondendo tanto che un recente rapporto del Censis disegna un quadro preoccupante: il 61% degli italiani usa il cellulare a letto, il 34% a tavola e il 14% anche alla guida, mentre il 28% è costretto ad ammettere la dipendenza da internet. Questi dati, insieme a quelli da noi raccolti negli anni di incontri, mostrano che a "caderci" sono per lo più adolescenti e ragazzini che rimangono intrappolati nel mondo virtuale. Infatti questi giovani dall'identità fragile e indefinita, vedono in Internet un mondo di possibilità e scelta: creandosi quell'identità che nella vita reale non sono riusciti. Si costruiscono il loro alter ego, con caratteristiche più seducenti e piacevoli, trovando in questo quell'appagamento, che seppur momentaneo, va a rinforzare il loro  sgretolabili ego. Come spiga Marino D'Amore, (docente ed esperto di comunicazioni di massa),"I media come Internet, sovrappongono il mondo virtuale a quello reale, rendono visibile un privato poco interessante e consentono così di cercare quell'appagamento e quella gratificazione che la realtà nega".

Nei nostri incontri ci rendiamo infatti conto, parlando coi ragazzi,  che per loro Internet è diventata la "nuova piazza" e per questo ci mettono impegno nella cura dei loro profili Social, postando foto modificate, usando i filtri migliori e avvalendosi del # più di tendenza; al solo scopo di ottenere like e commenti positivi. Perché sono questi che indicano, per loro, il valore e l'apprezzamento di un persona. 

Per tali motivi, se da un lato iniziative come questa del Detox Day possono essere utili per aiutare le persone a ridare il giusto peso al mondo offline; da sole non bastano. Come afferma Michele Maisetti, psicologo e direttore dell'Asp (Associazione italiana psicologi), serve educarsi ed educare a un utilizzo consapevole e sano". Questo è l'impegno che il Team Massere sta svolgendo da anni con incontri coi ragazzi, i maggiori fruitori e con genitori e educatori attraverso l'informazione e la formazione. Solo proponendo momenti di questo tipo, si può riflettere e lavorare assieme affinché ci sia una vera e propria educazione all'uso di Internet e dei Social Network.

Fonte: Detox day, disintossicarsi dallo smartphone per vivere meglio [30.06.2018]

 

Autore:
Dott.sa Nicole Ventura
PSICOLOGIA - Progetto MASSERE

 

Grazie al documento Osservatorio sulle Comunicazioni (terzo trimestre 2017) a cura dell'AGCOM (scarica file PDF completo) possiamo analizzare:

  • Audience dei principali operatori per utenti unici e tempo medio mensile di navigazione
  • Audience dei principali Social Network

Google e Facebook, in posizione di leadership in termini di audience, registrano performance stabilmente positive (oltre 2 milioni di utenti in più rispetto al giugno 2016).
Il tempo medio mensile speso dagli italiani sul web è aumentato di circa 10 minuti rispetto al giugno 2016 raggiungendo oltre 58 ore mensili di navigazione.
Rispetto al giugno 2015 raddoppiano le ore mensili di fruizione di Facebook.

Facebook è il social network più utilizzato dagli italiani con quasi 25 milioni di utenti unici nel mese di giugno e un audience in crescita di 2,3 milioni di utenti rispetto a giugno 2016.
Come si nota dai nostri SONDAGGI, il social che è cresciuto di più negli ultimi anni (soprattutto nei ragazzi dove supera anche il colosso Facebook) è Instagram, appartenente al gruppo Facebook, con 4milioni di visitatori in più rispetto a giugno 2016.
L'audience di Google+ e Twitter è, invece, in discesa sebbene più evidente per il primo social network (-3,8 milioni di utenti unici rispetto al febbraio 2014), lo conferma il fatto che raramente, durante i nostri incontri con gli ALUNNI, troviamo chi utilizza Tritter o Google+.
Linkedin ottiene un ottimo risultato anche in considerazione del suo target, totalmente di adulti in quanto dedicato al mondo del lavoro, a contrario di SnapChat utilizzato per buon parte dai ragazzi.


Vuoi contribuire a migliorare i nostri dati?

Compila il nostro sondaggio anonimo per (ALUNNI, ADULTI e DOCENTI) su:


Andrea MassaAutore:
Andrea Massa
Resp. INFORMATICO - Progetto MASSERE

 

Durante in nostri incontri del Progetto MASSERE, parliamo spesso INTERNET collegandolo alla parola VELOCITA', ma cosa succede realmente in 60 secondi sul Web?
Oggi vi presentiamo una bellissima INFOGRAFICA realizzata da Lori Lewis e Chadd Callahan di Cumulus Media che descrive in maniera semplice l'attività di 1 minuto su internet.
Tralasciando l'ecommerce scopriamo che:

  • vengono inviati 16 milioni di messaggi Whatsapp
  • vengono visti 4,1 milioni di video su YouTube
  • postate oltre 46mila foto su Instagram e 1,8 milioni di Snapchat
  • cercate 3,5 milioni di parole su Google
  • scaricate 342 mila applicazioni
  • inviate 156 milioni di email

 

Cosa succede in 60 secondi su Internet?

Nelle scorse settimane abbiamo parlato di DIPENDEZA da INTERNET e da Smartphone e abbiamo riscontrato, anche grazie ai nostri Sondaggi, che non è più un fattore solo di ragazzi ma influenza tutti.

Vi presentiamo una bella indagine statistica promossa dalla compagnia assicurativa online Quixa, nella quale emerge come 57% dei giovani automobilisti (18-24anni) ammettono di utilizzare il cellulare alla guida per leggere o inviare messaggi, il 41% effettua chiamate senza vivavoce o auricolare e circa il 20% usa il telefono al volante per aggiornare i social o scattare selfie

Non c'è da stupirsi! La TV dei ragazzi degli anni 80 oggi si è evoluta, oggi YouTube è utilizzato da tutti.

La piattaforma annuncia il superamento di un traguardo consistente: le ore di video viste dai suoi utenti in tutto il mondo sono oltre un miliardo ogni giorno.

Nel 2014 YouTube annunciava il record di 300milinioni di ore visualizzate ogni giorno, il 2015 ha chiuso con 500milioni per poi raddoppiare nel 2016.

A questo punto vi domando:
Quante volte vi è capitato di guardare cercare un video su Youtube e poi avete guardato un video consigliato, un prossimo video, una playlist? Dai 5 minuti che pensavate avete trascorso un'ora?

In questi giorni ne hanno parlato anche diversi giornali:

 

Autore: Andrea Massa

 

 

Dal rapporto annuale di Nielsen, USA, sull'uso delle app social emerge come la generazione dei tardivi o immigrati digitale sia in fase di sorpasso rispetto ai nativi digitali nell’uso dello smartphone e dei social.

 

I più grandi (35-50 anni) infatti sembrerebbe che trascorrano quasi sette ore (sei ore e 58 minuti) intrattenendo rapporti sociali digitali mentre i più giovani sono fermi a poco più di sei (6 ore e 19 minuti per la precisione). Non sono solo i «ragazzini» a stare tutto il tempo con lo sguardo rivolto verso il display anzi, dagli ultimi dati, lo fanno meno dei loro genitori.

Risultati immagini per parents and social network

In particolare è emerso come in questa fascia di età siano soprattutto le donne ad essere maggiormente online rispetto agli uomini dedicando quasi il 25%del loro tempo online a commentare, postare e mettere like laddove i secondi sono al 19%. Si tratta, rispettivamente, di un quinto e di un quarto del proprio tempo di connessione, ovvero un'ora su cinque contro una su quattro. 

Il 39% degli utenti più attivi afferma che Facebook e simili sono un valido aiuto nella scelta di cosa comprare, nella scoperta di nuovi prodotti e servizi ma soprattutto offrono uno sguardo considerato obiettivo su ciò che cerchiamo.

Questi dati fanno riflettere se pensiamo anche ad alcuni pensieri e esempi che ci riportano i ragazzi durante i nostri incontri come “si io ho la regola di non usare internet dopo le 22:00 …però i miei ci sono sempre attaccati!” oppure “a tavola non posso usare il cell però poi mio padre guarda le mail se arriva una notifica”.

Fa riflettere perché forse, prima di puntare il dito sui giovani, potremmo provare a pensare a noi e chiederci noi che uso facciamo e che esempio diamo!

 

http://www.corriere.it/tecnologia/social/17_gennaio_30/social-network-passatempo-anche-adulti-usa-ci-trascorrono-piu-tempo-rispetto-millennials-ee06158a-e6dd-11e6-878e-daa011262b55.shtml 

 Dalla ricerca Global Mobile Consumer Survey 2016, condotta su 30 Paesi, vengono delineati i trend relativi alle abitudini e ai comportamenti degli utenti connessi tramite Smartphone e Tablet.

In particolare, tra i diversi dati raccolti, ci sono alcuni spunti di riflessione molto interessanti spesso affrontati anche durante i nostri incontri come gli aspetti relazionali e educativi ed esempio le regole/rimproveri sull'utilizzo dello smartphone, le dinamiche relazionali che si possono instaurare e molto altro sono emersi in questa ricerca. L'Italia risulta infatti il Paese europeo in cui si discute più spesso a causa del cellulare. Il 27% delle coppie litiga a causa del telefonino come pure il 27% dei figli rimprovera ai genitori di essere sempre incollati al cellulare.


 Altro tema caldo degli incontri sia con ragazzi che adulti è il fenomeno del VAMPING, secondo questa ricerca poi, il 37 % della popolazione italiana controlla il cellulare nel bel mezzo della notte per vedere che ore sono (20%), leggere i messaggi di WhatsApp (15%) e controllare le email (9%).

 

Infine un altro grafico secondo noi molto interessante è quello delle abitudini, cosa andiamo a vedere sui social? Per cosa si usano?

 

 

 

Durante i nostri due ultimi incontri con i genitori abbiamo ricevuto molte domande su questa sindrome, oggi cercheremo di spiegarvi meglio chi sono gli HIKIKOMORI.
In Italia le stime parlano di 30mila casi ma potrebbero essere di più i giovani che non vogliono uscire dalla loro camera per mesi, a volte anche per anni. Tra i sintomi del malessere, avversione per la società, fobia scolastica e fuga in Rete.
Letteralmente "stare in disparte, isolarsi",dalle parole hiku "tirare" e komoru "ritirarsi") è un termine giapponese usato per riferirsi a coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale, spesso cercando livelli estremi di isolamento e confinamento.
I primi casi italiani, sporadici e isolati, sono stati diagnosticati nel 2007, e da allora il fenomeno ha continuato a crescere e, seppure con numeri diversi da quelli giapponesi, a diffondersi.

Anche Le Iene qualche mese fa hanno fatto un servizio dal titolo: Hikikomori: i nuovi eremiti. Siamo andai in un centro che aiuta i ragazzi colpiti da questo disagio sociale a reintrodursi nella società. [Guardalo online QUI]

Il PHUBBING combina i termini inglesi phone e snubbing, ossia il nome telefono e il verbo snobbare/ignorare/trascurare: si tratta di un verbo nato per indicare coloro che, durante le più comuni attività sociali, non si limitano a leggere mail, ma continuano a controllare e aggiornare le proprie attività su Facebook, Instagram, WhatsApp e altri network.

Anche in Italia si hanno incidenti a causa di Pokémon Go: un 14enne di Giulianova (Teramo) è stato investito da un'auto mentre, in bicicletta, cercava di catturare un Pokemon. Il baby ciclista, vivo per miracolo, ha raccontato dal letto dell'ospedale la sua disavventura, che poteva finire in tragedia. Nel Nolano, invece, una trentenne è stata travolta da un'automobilista che, mentre guidava, inseguiva un Pokémon.

Anche secondo l'ultimo sondaggio di "Common Sense Media",  la metà dei teenager americani è dipendente dagli smartphone. Questo va a confermare i dati riscontrati durante i nostri INTERVENTI nelle scuole durante il 2015 e 2016.

"La dipendenza da tecnologia - ha spiegato Holland Haiis, esperta del settore, alla stampa - può accadere a tutti. Se i vostri ragazzi preferiscono stare da soli in casa a giocare invece di andare fuori per andare al cinema, incontrare i loro coetanei, allora c'e' un problema". 

Secondo il sondaggio, inoltre, quasi l'80% degli adolescenti dice di controllare il proprio telefono ogni ora, il 72% sente il bisogno di rispondere immediatamente sia a messaggi di testo che su social media. Il 36% dei genitori, invece, dice che ogni giorno discute con i propri figli sull'uso del cellulare.
Da dipendenza da cellulare sono affetti anche i genitori. Secondo quanto riporta la Cnn, il 27% dei genitori sente di avere una dipendenza e quasi la stessa percentuale di figli sostiene che i loro genitori non sono esenti dalla smania di controllare i loro apparecchi.

Fonte: Orizzonte Scuola

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nomofobia
[no-mo-fo-bì-a] n.f.

pl. -e
stato ansioso che si manifesta quando non è possibile usare il telefono cellulare (perché è scarico, perché non c’è campo ecc.)

Etimologia: ← comp. di no [telefono] mo(bile) e -fobia.

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