Ultime sul pericolo di SELFIE e FOTO

PROGETTO MASSERE - Sicurezza dei Minori sul Web

Con il termine “SHARENTING” si intende quel fenomeno di  condivisione online costante da parte dei genitori di contenuti come foto, video, storie che riguardano i propri figli/e.

Il termine deriva dagli Stati Uniti, dalle parole inglesi “share” (condividere) e “parenting” (genitorialità), anche se bisognerebbe utilizzare il termine “over-sharenting”, ovvero l’eccessiva e costante sovraesposizione online di bambini/e. Nella maggior parte dei casi questa esposizione avviene senza il loro consenso, perché troppo piccoli oppure perché il consenso non viene richiesto.

Naturalmente l'eccessiva divulgazione di informazioni (testi ed immagini) non coinvolge esclusivamente i genitori, ma anche parenti (nonni, zii) e amici, amplificandone la diffusione e relativa perdita di controllo sui contenuti.

Il social del momento, il più discusso tra i teen su tiktok, si chiama OnlyFans, un social network senza censure dove chiunque è libero postare il contenuto multimediale che desidera senza il rischio di essere bannato.

Attualmente i contenuti più diffusi sono quelli per adulti ma, per il momento, non consideriamo OnlyFans un social porno. Negli ultimi mesi le categorie in aumento sono fitness, travel e food.

Quando nasce? Chi lo ha fondato?

Nel 2016, Tim Stokely (imprenditore inglese) fonda OnlyFans con lo scopo consentire agli influencer di monetizzare personalmente i propri contenuti. Qualche anno prima aveva fondato Customs4U, dove si potevano ordinare la creazione di determinati video per adulti.

Purtroppo ne avevamo già parlato qualche mese fa con l'articolo: SELFIE estremi tra le auto, ennesima moda in crescita tra i giovani, una moda pericolosa e in crescita tra i ragazzi.

E' di qualche ora fa il tragico episodio di Acquasparta (Terni) dove un ragazzo è morto per colpa di questo "stupido gioco".
Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, il giovane si è sdraiato per filmare con il cellulare un coetaneo in sella al suo motorino che lo ha poi accidentalmente investito. Aperto un fascicolo per omicidio colposo.

Filmavano bimbi in spiaggia e si scambiavano foto su Facebook: nella rete dei pedofili anche un diacono.

Attraverso Facebook scambiavano materiale pedopornografico, in alcuni casi prodotto sfruttando minori adescati su internet, ma anche con filmati amatoriali realizzati sulle spiagge. Una 'retè di pedofili è stata scoperta e sgominata dagli investigatori del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Firenze che hanno arrestato 2 persone e denunciato altre 12 uomini tra cui un aspirante diacono, pensionati, disoccupati, un agente finanziario, un barista, un dipendente di un'Asl, uno studente e un detenuto in carcere per reati della stessa indole.

Ci risiamo, ennesimo caso di selfie estremi (daredevil selfie, selfie killer), questa volta la vittima è uno studente di 20anni.
Il ragazzo, originario sardo e da un anno studente a Brera, è salito su una ringhiera per scattarsi una foto, perdendo l'equilibrio e annegando dopo un volo di 8 metri.
Dramma verso le 12 di domenica mattina a Como, dove un ragazzo di ventidue anni è morto annegato nel Lago in zona via Geno, uno dei punti più turistici della città lariana.

Durante i nostri incontri con i ragazzi nelle scuole parlando di daredevil-selfie scatta sempre il sorriso, <<che scemo quello...>> <<puoi non vedere il treno??>> poi andando a riflettere sulle singole situazioni e modalità scoprono la dura realtà: il livello di attenzione all'ambiente che ci circonda durante lo scatto di un selfie è bassissimo, lo sguardo è sempre indirizzato allo smartphone.


Fonte: La Nuova Sardegna 04-06-2018
È caduto nel lago mentre scattava un selfie, è morto così il 20enne di Calangianus [Leggi articolo completo]

Ne hanno parlato anche su:

Milano Today 04-06-2018
Ragazzo cade nel lago di Como e muore: forse si era sporto per un selfie [Leggi articolo completo]

Il Giornale 04-06-2018
I selfie sono serial killer: ogni anno 170 morti [Leggi articolo completo]


Qualche mese fa avevamo visto altri pericoli relativi ai selfie e daredevil-selfie, eccone alcuni:

 

Andrea MassaAutore:
Andrea Massa
Resp. INFORMATICO - Progetto MASSERE

Come emerge dai nostri sondaggi nelle scuole, il social più diffuso tra i ragazzi è Instagram, proprio il Social delle Foto si sta evolvendo e ha appena integrato una nuova funzione: "RITRATTO".

IN COSA CONSISTE?
Grazie alla tecnologia del riconoscimento facciale (non funziona con gli oggetti), la nuova funzione offusca lo sfondo mantenendo a fuoco solo la faccia della persona (effetto Bokeh).
Una volta scattata la foto sarà possibile pubblicarla direttamente nelle Stories oppure Salvarla nel proprio rullino fotografico.
Naturalmente la modifica effettuata è software, risulta quindi meno precisa rispetto quella presente nei dispositivi che la supportano che, grazie alla doppia fotocamera posteriore, sensori da oltre 12Megapixel e teleobiettivo grandangolare, permettono di perfezionare gli scatti.

DOVE TROVO LA FUNZIONE?
"Ritratto" è disponibile tra le opzioni di formato delle Stories insieme a "Boomerang" e "SuperZoom". E' disponibile sia per la telecamera anteriore che posteriore.

REQUISITI: l'App deve essere aggiornata alla versione 39.0 disponibile iPhone 6s, 6s+, 7, 7+, 8, 8+, X e sui dispositivi Android.


CHE COSA DI INTENDE PER EFFETTO BOKEH?
Bokeh è un termine del gergo fotografico derivato dal vocabolo giapponese "boke", che significa "sfocatura" oppure "confusione mentale". A partire dalla metà degli anni novanta, si è affiancato all'uso terminologico tradizionale di espressioni come contributo delle aree fuori fuoco o resa dello sfocato.
La parola bokeh indica propriamente le zone contenute nei piani fuori fuoco di un'immagine fotografica e la qualità estetica della sfocatura; per estensione, si riferisce anche alla tecnica che permette di ottenere un effetto "sfocato" delle parti non in primo piano dell'immagine tramite un utilizzo creativo delle proprietà ottiche degli obiettivi.


Esempio di bokeh ottenuto con un obiettivo di lunghezza focale 85 mm e rapporto focale f/1,2. L'impiego di obiettivi dotati di un basso rapporto focale, combinato con l'oculata scelta dei toni cromatici dei piani fuori fuoco, della maggiore o minore sfocatura e della gradualità con cui questa si presenta, permette al fotografo di realizzare un effetto "sfocato".


Andrea MassaAutore:
Andrea Massa
Resp. INFORMATICO - Progetto MASSERE

 

A Porto Cesareo, nel Leccese, una coppia intenta nello scattarsi un selfie sul molo del vecchio porto non si è accorta che, complice il vento forte, il passeggino con il loro figlio stava finendo in mare. Un passante si è tuffato e ha salvato il bimbo che ora sta bene.
Mentre i genitori erano intenti a farsi un selfie, il passeggino con il loro piccolo è finito in mare. Un passante ha assistito alla scena ed è riesciuto a salvare il bambino. L'incidente, finito per fortuna senza alcun danno, è accaduto sul lungomare di Porto Cesareo, nel Leccese.

Fonte: Corriere della Sera 8 aprile 2018

NE HANNO PARLATO ANCHE:

  • TGCOM24 [Lecce: genitori distratti da selfie, passeggino con bimbo finisce in mare] - Leggi articolo completo
  • IL MESSAGGERO [Lecce, mamma e papà si scattano un selfie: il bimbo nel passeggino finisce in mare] - Leggi articolo completo
  • IL FATTO QUOTIDIANO [Lecce, genitori distratti per un selfie: bimbo nel passeggino finisce in mare] - Leggi articolo completo

Qualche mese fa avevamo visto altri pericoli relativi ai selfie e daredevil-selfie, eccone alcuni:


 

Voleva farsi un selfie mentre il treno era in arrivo, alle sue spalle, lo ha persino indicato con il dito, per mettersi in posa meglio, ma non ha considerato che si trovava troppo vicino ai binari. Shiva, questo il suo nome riportato dai media locali, è stato travolto ma è sopravvissuto all’impatto, anche se ha riportato ferite molto gravi alla testa.

Con un’ordinanza molto particolare il tribunale di Roma, sez. I civile, 23 dicembre 2017 ha accolto la richiesta di un minore finalizzata ad ottenere l’eliminazione, dal profilo social della madre, di contenuti (tra cui diverse foto) che lo riguardano.

L’ordinanza ha intimato il genitore a eliminare le foto del figlio minorenne, pena una maxi sanzione fino a 10.000€.

Occorre subito chiarire una cosa: la donna non è stata condannata a pagare questa cifra (come riportato erroneamente da diversi commenti dell’ordinanza), bensì è stata invitata a interrompere tale comportamento, pena la possibile sanzione pecuniaria.

Il caso vede coinvolta una madre che era solita pubblicare foto e informazioni del figlio minorenne che ledevano la privacy del ragazzo (non si tratta di semplici foto, ma di ripetuti contenuti che creavano un continuo imbarazzo nel figlio, data la delicatezza delle informazioni rese note).

Il giudice ha fondato la sua decisione applicando l’art. 96 della legge sul diritto d’autore che dispone “Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa” e l’art.16 della Convenzione di New York che prevede “Nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza, e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione”.

Come abbiamo sempre esposto nei nostri interventi, la regola che disciplina la pubblicazione di foto/video è quella del consenso.

Per i minori il consenso deve essere rilasciato dai genitori, allora cos’è successo in questo caso di specie? Il nostro diritto permette al minori di acquistare, con il passare degli anni, sempre più indipendenza; infatti l’art 409 comma 2 del codice civile prevede che i minori possono “in ogni caso compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana”, così non fosse ogni minorenne dovrebbe essere munito di autorizzazione dei genitori per ogni attività della vita quotidiana (comprare un giornale, un biglietto per un mezzo di trasporto o un capo di abbigliamento).

Partendo da tale presupposto e in linea con la nuova legge sul cyberbullismo, che permette al minori ultraquattordicenne di chiedere direttamente la rimozioni degli elementi di disturbo, la giurisprudenza ed il legislatore stanno cercando di dare tutele sempre più dirette, immediate e autonome ai ragazzi vittime di comportamenti pregiudizievoli online.

Non cambia la regola generale in base alla quale il consenso per la pubblicazione di foto del minore deve essere richiesto ai genitori, è solo concessa una tutela diretta e incisiva nel caso in cui i genitori approfittino di tale prerogativa per compiere comportamenti lesivi e non finalizzati a nessuna utilità.

Per approfondire:

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Autore:
Matteo Meroni
Responsabile tematiche legali

 

 

Durante i nostri ultimi incontri nelle scuole con i ragazzi abbiamo concentrato l'attenzione sul mondo della fotografia, oltre a TAG e GEOTAG, andiamo a parlare di SELFIE e SELFIE ESTREMI (daredevilselfie).
In queste ultime settimane hanno colpito la nostra attenzione questi due casi:

Il selfie sdraiati tra le macchine in corsa, il gioco della morte per un like su Facebook.
Una incosciente prova di coraggio che, negli ultimi giorni, si sarebbe ripetuta in più volte diventando una vera mania. Protagonisti alcuni adolescenti tra i 12 e i 15 anni. L'ultimo caso a Padova.
Un gioco estremo, un brivido adrenalinico, una prova di coraggio, che poi di coraggioso ha ben poco, visto che, in ballo, c'è la propria giovane vita, con cui scherzare è, più che audace, imprudente, pericoloso e insensato. Stiamo parlando dell'ultima "moda" in fatto di divertimento lanciata da un gruppo di ragazzini di Este: sedersi sulle strisce pedonali in mezzo alla strada, per poi alzarsi e scappare via all'ultimo momento prima del sopraggiungere delle auto.
La denuncia di una mamma di Spinea: «Ho visto ragazzini usciti da scuola con la cartella, facevano a gara tra chi aveva meno paura».

Il caso all'istituto tecnico Giorgi del capoluogo: centinaia di scatti realizzati durante le lezioni sono finiti sul social network. Per la preside è una violazione della privacy: da definire la durata del provvedimento.

"Sospesi per un tempo ancora da definire": sono costati cari a due studenti che frequentano il primo anno dell'istituto tecnico 'Giorgi' di Brindisi alcuni scatti postati su Instagram. I due hanno pubblicato sul social network centinaia di immagini dei loro professori, fotografati con i telefonini durante le lezioni.

Quest'anno abbiamo parlato diverse volte del SELFIE ESTREMO (DAREDEVIL-SELFIE), prima con molti episodi di ragazzi sui binari [leggi articolo], poi con i ragazzi in cima ai palazzi [leggi articolo], ad agosto la 15enne morta dalla scogliera [leggi articolo] e oggi un 20enne a Padova resta folgorato per essere salito su un tetto del treno per un selfie.
Era andato in stazione con un amico per realizzare una serie di "foto pericolose". E' successo a Villatora di Saonara, in provincia di Padova. Il ragazzo, colpito da una scarica di duemila volt, ora si trova in ospedale in prognosi riservata.

INDIA - Il tentativo di uno scatto con il mammifero si è rivelato fatale per un 50enne di Rourkela, l'immediata reazione dell'animale si è rivelata fatale.
Secondo le ricostruzioni, dopo un breve inseguimento, l'animale ha travolto ripetutamente il 50enne procurandogli una serie di ferite che si sono rivelate fatali. A nulla è servita la corsa in ospedale: Ashok Bharti è deceduto in ambulanza.

VIDEO PUBBLICATO SU: CORRIERE DELLA SERA TV

 

Quest'anno abbiamo parlato diverse volte del SELFIE ESTREMO (DAREDEVIL-SELFIE), prima con molti episodi di ragazzi sui binari [leggi articolo], poi con i ragazzi in cima ai palazzi [leggi articolo], solo settimana scorsa abbiamo anticipato l'introduzione dei cartelli NO-SELFIE in alcune zone pericolose [leggi articolo] ed è di oggi la notizia di una 15enne deceduta cadendo dalla scogliera sorpresa da un'onda mentre si faceva un selfie nel mare di Costa Paradiso a Trinità d'Agultu in Sardegna.

Come detto negli ultimi mesi, in diversi stati sono stati introdotti divieti ufficiali per il fenomeno SELFIE (selfie vietati nelle stazioni di treni e metro, vicino alle scogliere, alle sponde di laghi e fiumi, sui marciapiedi ecc.).
Anche in Italia arrivano le prime decisioni ufficiali:

MEDICI E SANITARI:

Il Ministero della Salute attraverso una nota, inviata dalla direzione generale del dicastero alla federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), al collegio degli infermieri e ai rappresentanti di ostetriche e tecnici radiologi, impone lo stop alla moda dell'autoscatto nelle strutture ospedaliere, perché "offendono i malati e compromettono l'immagine degli stessi sanitari".

Cosa intendiamo per CAR SURFING? E' una pericolossisima moda che consiste nel fare Surf sul tetto dell’auto in corsa.
Basta mettere queste due parole su Google per imbattersi in decine di filmati e foto che raccontano questa pericolosissima moda nata negli Stati Uniti e diventata una sorta di iniziazione per i ragazzi.

E' di pochi giorni fa l'episodio ad Adria del 19 gravemente ferito, ma siamo certi che questo sarà solo l'inizio.

ALCUNI ARTICOLI PUBBLICATI:

Corriere delle Sera [19-05-2017]
Surf sul tetto dell’auto in corsa: grave.Indagini sul folle gioco dei 20enni
Il diciannovenne è ricoverato in ospedale ma non è in pericolo di vita. Potrebbe essere stato coinvolto in una «gara» di «car surfing»

Il Resto del Carlino [19-05-2017]
Travolto dall'auto dall’amico, è grave. L’ombra di un gioco (CAR SURFING) finito male

Come successo negli anni passati per le stupide mode del daredevil selfie (selfie estremi, in particolare con i treni), purtroppo le "sfide sul web" attirano l'attenzione dei ragazzi sul web facendole diventare virali sui social.
Lo dimostra il fatto che tra i video con un maggior numero di visualizzazione nelle ultime settimane troviamo proprio questi episodi.


Il social che va per la maggiore in questo momento per FOTO e VIDEO è INSTAGRAM, anche qui si può trovare di tutto sul tema del CAR-SURFING:
Ecco alcuni ESEMPI (clicca sulla foto per vedere il video)

Clicca sulla foto per vedere il video

Già nel 2014, Luca Altieri (inviato di Striscia) parlava della pericolosa moda di 'surfare' sul tetto delle auto in corsa. Guarda servizio Striscia la Notizia

Non è la prima e purtroppo probabilmente non sarà l'ultima volta che si viene a conoscenza di una notizia così forte... ecco alcune parole dell'articolo pubblicato dal Il Corriere della Sera il 27 Aprile 2017 intitolato "Un’altra morte su Facebook Live .Parte la diretta e si spara alla testa".

 

"Dopo l’assassinio a Cleveland, ripreso e poi postato in bacheca, e il dramma in Thailandia di un uomo che ha impiccato la figlia e poi si è ucciso un’altra pagina di cronaca nera colpisce la diretta Facebook. Il terzo caso nel giro di pochi giorni.

Un 49enne in Alabama ha fatto partire lo streaming, si è messo davanti alla telecamera e poi con il suo fucile si è sparato alla testa. Più di mille utenti hanno visto il suicidio di James M. Jeffrey in diretta sul social network, chiamando insistentemente il 911 — il numero del pronto intervento americano — prima che il filmato venisse rimosso dalla bacheca. Sembra che dietro il gesto drammatico ci sia la disperazione per la fine di una storia....": 

 

L'articolo riporta anche i riferimenti agli altri due casi avvenuti nei giorni precedenti, luoghi diversi, storie diverse ma sempre una scelta social per porre fine a una scelta e una sofferenza profonda.

                                                                               Risultati immagini per sofferenza

"A Cleveland la polizia ha cercato per giorni Steve Stephens, il 37enne che si è ripreso mentre sparava a un uomo incontrato per strada e ha poi postato il video sulla sua bacheca. Dove è rimasto online per oltre due ore prima di venire rimosso... Pochi giorni dopo Facebook Live torna protagonista di altre morti in diretta, dall’altra parte del mondo. In Thailandia un padre ha impiccato la figlia di 11 mesi e poi si è tolto la vita. Anche qui i tempi di reazione sono stati troppo lenti: il video è rimasto in bacheca per circa 24 ore prima di essere cancellato ed è poi rimbalzato su Youtube (la piattaforma sostiene di averlo rimosso dopo 15 minuti)..."

 

http://www.corriere.it/tecnologia/social/17_aprile_27/altra-morte-facebook-live-parte-diretta-si-spara-testa-31821d86-2b4e-11e7-9442-4fba01914cee.shtml

 

Qualche mese fa avevamo accennato dei pericoli nascosti dietro ad un selfie e all'introduzione di cartelli contro i selfie presso stazioni ferroviarie, metro, percorsi di montagna e al fenomeno in diffusione del daredevilselfie.
Qualche anno fa i genitori ripetevano ai propri figli: «Non ascoltare la musica con le cuffiette!!», gli anni passano ma i pericoli restano.

Ieri un ragazzo 13enne in prov. di Catanzaro muore investito da un treno mentre si faceva un selfie.

Articolo pubblicato su "Il Corriere della Sera"

SOVERATO(Catanzaro) - Nelle loro intenzioni doveva essere solo un gioco che invece si è trasformato in tragedia. «Facciamo un selfie, mentre arriva il treno. Ci state?». Tre ragazzini, tutti minorenni, nel tardo pomeriggio di mercoledì hanno sfidato la morte sui binari della linea Taranto-Reggio Calabria. Teatro della tragedia il ponte di Soverato non lontano dall’area sulla quale un tempo sorgeva il campeggio «Le Giare», dove nel settembre del 2000, a causa di un alluvione, morirono 13 persone. Uno dei ragazzi, Leandro Celia, 13 anni, residente a Petrizzi nel Catanzarese, è morto, travolto dal treno in corsa. I suoi due amici se la sono cavata solo con tanto spavento.

La dinamica
I tre mercoledì pomeriggio sono arrivati a Soverato, che dista qualche decina di chilometri da Petrizzi, e si sono diretti nei pressi del ponte. Era quasi buio e la zona è poco illuminata. Potrebbe essere andata così. Uno di loro ha fatto agli altri una proposta: «Vediamo quanto siete coraggiosi. Facciamo un selfie mentre arriva il treno». Proposta accettata. I tre ragazzi si sono messi in mezzo alle rotaie in attesa del treno. Pochi minuti dopo le luci del convoglio 6683235, proveniente da Crotone e diretto a Reggio Calabria, erano ben visibili. I tre hanno quindi iniziato a mettersi in posa, mentre il treno si avvicinava a velocità sostenuta, in un tratto rettilineo, senza barriere di protezione. Uno scatto, due, forse tre, mentre il treno si avvicinava sempre più velocemente. «Vediamo chi resta il più possibile sui binari» avrebbe detto uno di loro. Il macchinista sotto choc ha riferito alla polizia ferroviaria che ha notato da lontano tre sagome in mezzo ai binari e poi due di loro darsi alla fuga. A quanto pare Leandro Celia si sarebbe attardato qualche secondo in più degli amici e non è riuscito a mettersi in salvo, forse colto dalla paura o forse perché sarebbe caduto nel tentativo di allontanarsi. Il tredicenne è stato investito in pieno dal convoglio e scaraventato a decine di metri dal luogo dell’incidente. I suoi due amici hanno fatto perdere le tracce, sotto choc e in preda alla paura. Solo dopo diverse ore sono stati rintracciati dalle forze dell’ordine. Non sono feriti, ma comunque sono stati portati all’ospedale di Soverato per accertamenti.

I ragazzini sotto choc
Alla polizia ferroviaria che li ha sentiti, alla presenza del sostituto procuratore di Catanzaro Nicola Assumma, avrebbero raccontato la storia del selfie e che alla vista del treno sono scappati. Hanno anche riferito di aver gridato al loro amico di fuggire anche lui perché stava arrivando il treno, poi però si sono allontanati nel buio senza capire che cosa fosse realmente accaduto. Hanno realizzato che qualcosa di grave era successo soltanto dopo qualche ora, ritornando indietro. Le luci dei mezzi delle forze dell’ordine li hanno spaventati ancora di più, hanno raccontato. I tre erano partiti da Petrizzi nel primo pomeriggio ed era loro intenzione dirigersi a Catanzaro. Poi l’idea di andare verso quel ponte e fare un selfie.

[Leggi l'articolo completo]

 

Ne hanno parlato anche altri quotidiani.

La Stampa [09-03-2017] - Facevano una gara di selfie: tredicenne ucciso sotto un treno in Calabria

Leggo [09-03-2017] - LEANDRO, MORTO A 13 ANNI TRAVOLTO DAL TRENO: COMPAGNI IN LACRIME

Secolo XIX [09-03-2017] - Tredicenne morto travolto dal treno, gli amici: nessun selfie, era solo la strada più breve

 

Grazie all'esperienza con Instagram, Facebook introduce "le Storie" e una nuova fotocamera. Si potranno postare foto e video ricchi di effetti, che scompaiono dopo 24 ore (ci siamo già passati con Snapchat e il fenomeno del sexting ha avuto un boom).
L’aggiornamento, reso pubblico alcuni giorni fa, introduce alcune novità:

  • una nuova fotocamera interna all’app consentirà creare foto/video con effetti e filtri
  • Facebook Stories
  • Direct un’opzione per condividere foto e video solo con uno o più amici

"Gli smartphone hanno cambiato il modo di comunicare – spiega Connor Hayes, uno dei project manager del Camera Team – oggi la comunicazione è ‘fotocentrica’, le persone amano raccontare se stesse con le immagini, ed è questa la direzione che vogliamo prendere con Camera."

Come funzionera? Ecco un video di esempio:

Oggi La Repubblica ha pubblicato un bellissimo articolo sulì un tema a noi caldo: "la pubblicazione di foto dei prorpi figli sul Web".

Il caso. Le immagini dei bimbi sui social citate in migliaia di cause di separazione. Gli avvocati: "Irresponsabile l'ex coniuge che posta scatti e viola la privacy del minore".

 

L’estate 2016 è ormai alle porte e con essa l’inizio tanto atteso dell’oratorio feriale.
La Diocesi di Milano (insieme a molte altre Diocesi), avendo ben presente il ruolo sempre più importante assunto dal web, ha giustamente ritenuto opportuno informare gli oratori sulle normative in materia di diffusione di foto e video di minorenni e maggiorenni da tenere ben presente per le pubblicazioni effettuate dall’oratorio stesso.
Sulla pagina dedicata alla Pastorale Giovanile FOM (Fondazione Oratori Milanesi) è infatti possibile scaricare un “format” con il quale si può adempiere alle previsioni di legge in materia di privacy.

Tuttavia questa liberatoria non può prevedere e contemplare tutto quello che pubblicano i singoli animatori e ragazzi durante l’oratorio estivo, è da qui che parte  la sfida educativa del nuovo “educatore social”.

Il tema della pubblicazione di foto e video di minori è da sempre  uno dei temi centrali che il team “Sicurezza dei Minori sul Web”  illustra nei propri EVENTI.

Qual è la differenza tra diritto di immagine e sfruttamento dell’immagine altrui ?
Come si presta il consenso necessario alle pubblicazioni online? Chi può prestarlo?
Quali sono i possibili danni e le possibili conseguenze di una foto rappresentate un minore pubblicata senza consenso?

Queste ed altre domande sono da sempre tra le più richieste allo staff.

La comunità Pastorale San Pietro da Verona di Seveso ha preso sul serio questa sfida educativa, organizzando con lo staff tre serate volte alla formazione dei propri animatori.
Tra i temi analizzati (oltre a quelli delle pubblicazioni) vi sono  anche i possibili pericoli  che le “nuove tendenze” del web offrono ai ragazzi.
Alle serate hanno partecipato animatori sorpresi dal fatto che i gesti più quotidiani del web possono spesso essere fonte di rischi, scoprendo che quello che manca ai ragazzi è proprio la consapevolezza di quello che fanno.

Foto dei due incontri presso l'Oratorio di S.Pietro e S.Carlo di Seveso.

In un contesto che si rivela sempre più attento al mondo online formare i ragazzi risulta per noi una sfida sempre più necessaria per una preparazione completa alla funzione educativa.

(Qui il link della Diocesi : http://www.chiesadimilano.it/pgfom/oratorio-e-ragazzi/servizio-ragazzi/oratorio-e-ragazzi/pubblicazione-di-foto-e-video-nelle-pagine-internet-di-parrocchie-e-oratori-1.125598 )

a cura di Matteo Meroni

Abbiamo parlato più volte del pericolo dei #selfie ma ecco esplodere un nuovo fenomeno: il DAREDEVIL SELFIE.

Consiste nello scattare selfie in situazioni sempre più estreme. In due anni più di 20 persone sono decedute tentando di scattarsi un selfie in situazioni estreme.

ECCO ALCUNI ESEMPI:

  • Taranto, sedicenne scivola dal parapetto del lungo mare mentre cerca di farsi un selfie. La ragazza a causa della caduta sulla scogliera sottostante è deceduta in ospedale.
    Fonte: TGCOM, giugno 2014
  • Un turista tedesco di 62 anni ha perso la vita  su un impianto sciistico del Trentino cercando di farsi un selfie durante la salita sullo skilift; ha perso l’equilibrio ed è precipitato per circa 200m.
    Fonte: Il Giornale, Aprile 2015
  • Tre studenti universitari di Nuova Delhi sono morti fra le rotaie mentre cercavano di fotografarsi il più vicino possibile al treno in arrivo.
    Fonte: Il Messaggero, Gennaio 2015

  • Una giovane studentessa 23enne muore perdendo l'equilibrio nel tentativo di scattarsi un selfie e precipitatando giù, da un'altezza di circa 7 metri.
    Fonte: Il Messaggero, Novembre 2014

  • Vuole scattare un selfie estremo ma ora lotta per la vita in ospedale. Una 21enne stava facendo un autoscatto con una pistola puntata alla tempia, ma l'arma era carica e per errore le è partito un colpo.
    Fonte: Leggo.it, Maggio 2015
  • A San Pietroburgo, per scattare un selfie muore una ragazza di 17 anni. L’adolescente, è morta cadendo da un ponte ferroviario di 30 metri mentre tentava di scattare un selfie precipitando in acqua.
    Fonte: Il Mattino, Aprile 2014

Questo fenomeno si unisce al fatto di tutti quegli incidenti dovuti alla distrazione causata dall'utilizzo dello Smartphone in situazione che meriterebbero molta più attenzione (es. guida dell'auto)

ALCUNI ESEMPI:

  • Scatta un selfie, poi si schianta con l'auto: ragazza-madre muore al suo addio al nubilato.
    Fonte: Il Messaggero, Giugno 2014
  • Si riprendono in auto mentre cantano, poi lo schianto in diretta. Perdono il controllo dell'auto proprio mentre stanno registrando le loro performance canore con un selfie stick.
    Fonte: Corriere.it - Sotto il Video


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Una volta portati in commissariato, i due quattordicenni e un quindicenne hanno chiesto agli agenti di scattare una foto in ricordo della prima denuncia.

Un quindicenne e due quattordicenni sono stati denunciati a piede libero dalla polizia dopo essere stati sorpresi a rubare abiti in un negozio nel centro di Busto Arsizio (Varese). Una volta in commissariato, dove è emerso che avevano commesso altri furti, gli è stato spiegato che sarebbero stati denunciati. E invece di preoccuparsi, i ragazzini hanno chiesto ai poliziotti di fare un selfie con loro in ricordo della prima denuncia.

E' la stessa polizia a rivelare l'episodio, spiegando che intorno alle 14.30 l'equipaggio di una volante è intervenuto nel negozio di abbigliamento su richiesta dei commessi che "avevano sorpreso i tre ragazzi stranieri, da tempo residenti con le famiglie in comuni della Valle Olona, mentre tentavano di allontanarsi con alcuni capi "asportati dagli scaffali".

Uno dei tre, bloccato da una commessa, si era liberato con uno spintone ed era fuggito indossando sotto i vestiti una maglietta dalla quale aveva strappato la placca antitaccheggio. I poliziotti hanno quindi identificato gli altri due e scoperto che a loro volta indossavano sotto i giubbotti magliette rubate poco prima e che uno aveva rubato anche un paio di pantaloni.

Sempre secondo quanto riferito dalla polizia, gli agenti della volante hanno recuperato poco dopo gli zaini lasciati nelle vicinanze dai due ragazzini appena identificati e dai quali sono saltati fuori "un giubbotto rubato dallo stesso negozio alcuni giorni prima, merendine e un test di gravidanza rubati poco prima in un supermercato". Le indicazioni fornite dai due sul complice fuggito hanno permesso di identificarlo e di convincerlo a presentarsi in commissariato con il maltolto.: la risposta è stata ovviamente negativa.

FONTE: LA REPUBBLICA (Leggi l'articolo completo qui)

ARTICOLO: MESSAGGERO (Leggi qui)

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