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Quando il genitore esagera con i social….rischia di pagare!

Con un’ordinanza molto particolare il tribunale di Roma, sez. I civile, 23 dicembre 2017 ha accolto la richiesta di un minore finalizzata ad ottenere l’eliminazione, dal profilo social della madre, di contenuti (tra cui diverse foto) che lo riguardano.

L’ordinanza ha intimato il genitore a eliminare le foto del figlio minorenne, pena una maxi sanzione fino a 10.000€.

Occorre subito chiarire una cosa: la donna non è stata condannata a pagare questa cifra (come riportato erroneamente da diversi commenti dell’ordinanza), bensì è stata invitata a interrompere tale comportamento, pena la possibile sanzione pecuniaria.

Il caso vede coinvolta una madre che era solita pubblicare foto e informazioni del figlio minorenne che ledevano la privacy del ragazzo (non si tratta di semplici foto, ma di ripetuti contenuti che creavano un continuo imbarazzo nel figlio, data la delicatezza delle informazioni rese note).

Il giudice ha fondato la sua decisione applicando l’art. 96 della legge sul diritto d’autore che dispone “Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa” e l’art.16 della Convenzione di New York che prevede “Nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza, e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione”.

Come abbiamo sempre esposto nei nostri interventi, la regola che disciplina la pubblicazione di foto/video è quella del consenso.

Per i minori il consenso deve essere rilasciato dai genitori, allora cos’è successo in questo caso di specie? Il nostro diritto permette al minori di acquistare, con il passare degli anni, sempre più indipendenza; infatti l’art 409 comma 2 del codice civile prevede che i minori possono “in ogni caso compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana”, così non fosse ogni minorenne dovrebbe essere munito di autorizzazione dei genitori per ogni attività della vita quotidiana (comprare un giornale, un biglietto per un mezzo di trasporto o un capo di abbigliamento).

Partendo da tale presupposto e in linea con la nuova legge sul cyberbullismo, che permette al minori ultraquattordicenne di chiedere direttamente la rimozioni degli elementi di disturbo, la giurisprudenza ed il legislatore stanno cercando di dare tutele sempre più dirette, immediate e autonome ai ragazzi vittime di comportamenti pregiudizievoli online.

Non cambia la regola generale in base alla quale il consenso per la pubblicazione di foto del minore deve essere richiesto ai genitori, è solo concessa una tutela diretta e incisiva nel caso in cui i genitori approfittino di tale prerogativa per compiere comportamenti lesivi e non finalizzati a nessuna utilità.

Per approfondire:

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Autore:
Matteo Meroni
Responsabile tematiche legali

 

 

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