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Il vamping e l'utilizzo di dispositivi mobile a letto sono argomenti sempre caldi durante gli incontri con i ragazzi delle scuole, in passato ne abbiamo anche parlato nei seguenti post: 

Gli effetti negativi della luce blu sulla vista si conoscono da tempo, interessante i dati rilasciati dallo studio dell'Università di Toledo, pubblicato su Scientific Reports.
La luce blu dei dispositivi elettronici e del Sole danneggia la retina (e non solo) convertendo molecole indispensabili per la vista in killer cellulari. 

"Non è un segreto che la luce blu danneggia la nostra vista con effetti negativi sulla retina. I nostri esperimenti spiegano come ciò accade e speriamo che questo ci aiuti a individuare nuove terapie, ad esempio un collirio in grado di rallentare la degenerazione maculare", afferma il dottor Ajith Karunarathne, professore presso il dipartimento di Chimica e biochimica dell’ateneo americano.

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Lo scorso anno, durante i nostri incontri nelle scuole, un ragazzo delle medie ha segnalato la Ice Cube Challenge (tenere in mano per più tempo possibile un cubetto di ghiaccio e testare la propria resistenza).
Oggi , su segnalazione di una mamma che l'altro ieri ha letto il nostro articolo "Il tormentone Social? la KIKI Challenge" parliamo di #saltandicechallange.

La Salt and Ice Challenge è una moda social che sta circolando in rete sfidando le proprie capacità/propri limiti; consiste nell'evoluzione della Ice Cube Challenge, diventata nuovamente virale con l’hashtag #saltandicechallange, letteralmente “sfida del sale e del ghiaccio”, in seguito alle migliaia di condivisioni e like su YouTube. Consiste nello sfidarsi a chi resiste di più al dolore mettendo un po’ di sale e ghiaccio sulla pelle e causando così una reazione che abbassa la temperatura a – 17°.
Nonostante il gioco si trasformi in sofferenza/dolore fisico, lo scopo è quello di resistere il più possibile e dimostrare il proprio coraggio agli altri, naturalmente pubblicando il tutto online.

QUALI SONO LE CONSEGUENZE?
Nei casi meno gravi, irritazione, arrossamenti e macchie più scure, fino ad arrivare nei casi più gravi ad ustioni profonde, in cui vengono letteralmente distrutti i diversi strati della pelle. (una volta innescato il meccanismo dell’ustione, l’epidermide continua a bruciare, provocando dei veri propri solchi e lasciando cicatrici indelebili).

Risultati immagini per saltandicechallange

Qui potete vedere alcuni video girati dagli stessi ragazzi e postati su youtube: https://www.youtube.com/results?search_query=%23saltandicechallange

 

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Purtroppo ne avevamo già parlato qualche mese fa con l'articolo: SELFIE estremi tra le auto, ennesima moda in crescita tra i giovani, una moda pericolosa e in crescita tra i ragazzi.

E' di qualche ora fa il tragico episodio di Acquasparta (Terni) dove un ragazzo è morto per colpa di questo "stupido gioco".
Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, il giovane si è sdraiato per filmare con il cellulare un coetaneo in sella al suo motorino che lo ha poi accidentalmente investito. Aperto un fascicolo per omicidio colposo.
Intanto è al vaglio dei carabinieri il cellulare della vittima, che è stato sequestrato dall'Arma e verrà consegnato al sostituto procuratore della Repubblica dei minorenni titolare del fascicolo, Flaminio Monteleone, per una perizia che accerti la presenza di immagini dell'incidente.

Fonte: SkyTG24 [Leggi articolo completo]


 

NE HANNO PARLATO ANCHE:

  • La Repubblica: Gioco letale sulla carreggiata: travolto e ucciso mentre filma l'amico in scooter [Leggi articolo completo]
  • Corriere della Sera: Terni: si sdraia sulla strada per filmare l’amico, muore travolto dallo scooter  [Leggi articolo completo]
  • TGCOM24: Terni, muore travolto dallo scooter dellʼamico: gli stava girando un video [Leggi articolo completo]

Andrea MassaAutore:
Andrea Massa
Resp. INFORMATICO - Progetto MASSERE

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In passato abbiamo parlato diverse volte di quanto i "CHALLANGE" riescano ad attirare l'attenzione dei ragazzi e non solo.
Avevamo incontrato:

Il tormentone social di quest'estate sulle note di In My Feelings di Drake sta già facendo discutere, il suo nome è KIKI CHALLENGE.

In cosa consiste?
La sfida prevede di scendere dalla macchina in movimento e, mentre questa continua a muoversi a velocità moderata, eseguire una coreografia sulle note del brano di Drake contenuto nel suo nuovo album, “In My Feelings”.
Naturalmente tutto questo va filmato e messo online.

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Scrivo questo post in risposta ad una domanda che ha fatto un docente:

E' legale avere come amici i miei alunni sui Social? Come mi devo comportare alla richiesta di amicizia?

Il rapporto sui Social (Facebook, WhatsApp, Instagram ecc) tra alunno e docente è sempre stato un tema caldo e delicato durante i nostri incontri, sicuramente internet e i Social negli ultimi anni sono entrati nella didattica di tutti i giorni (dalla scuola primaria all'università), le classi si sono trasformate con LIM e tablet mettendo in crisi non pochi insegnanti.
Con l'esplosione dei dispositivi mobile i social si sono diffusi esponenzialmente tra i ragazzi, dai nostri sondaggi più del 95% dei ragazzi delle medie possiede uno smartphone connesso ad internet, facendo sempre più difficoltà nel distinguere vita reale da quella virtuale.
Abbiamo chiesto diverse volte agli insegnanti la scelta presa da loro e la relativa motivazione, ecco le risposte più diffuse:

1. Non accetto alcuna amicizia dai miei alunni, non vedo perchè negarla una volta usciti dalla scuola

2. Accetto sempre i miei alunni sui social, non vedo perchè impedire la comunicazione

3. Accetto i miei alunni ed utilizzo i Social solo a scopo didattico

 

ELEMENTARI

MEDIE

SUPERIORI

 NO

 80%
35%
15%

 SI

2%
20%
38%

 SI, solo EX

18%
45%
47%


Fino a qualche anno fa, tale rapporto era vincolato solo ed esclusivamente da qualche regolamente scolastico interno (ogni scuole era libera di vietare o suggerire tale rapporto).
Ad esempio l'Istituto Comprensivo Statale di Rimini due anni fa pubblicava una circolare (251) dall'Oggetto: uso ed abuso delle chat “Whatsapp”, oltre a chat tra alunni, tra genitori emerge anche i consigli per i docenti:

Chat di classe tra alunni/genitori e docenti: si tratta di una situazione che i docenti devono usare con estrema cautela e solo essendosi assicurati che la funzione della chat sia assolutamente chiara agli interlocutori.
Il ruolo del docente deve essere preservato nella sua autorevolezza, ponendo grande attenzione a non sconfinare in commenti non consoni.

Anche l'Istituto Comprensivo di Manciano ha pubblicato una circolare (2413 del 19-03) dall'Oggetto: Uso delle Chat WhatsApp:

Si ricorda che l’utilizzo di WhatsApp per comunicazioni istituzionali non è contemplato.
Pertanto i docenti sono invitati ad attenersi scrupolosamente a quanto di seguito specificato:
1.la  comunicazione  corretta  fra  insegnanti  e  genitori  deve  avvenire  tramite  diario,  registro elettronico,  posta  elettronica  e  sito  di  Istituto,  canali  per comunicazioni “ufficiali” di cui è importante che rimanga una traccia chiara

Quest'anno, 12 febbraio 2018, con il nuovo contratto nazionale il MIUR prevede che chat e social siano limitati alla sola didattica, i docenti dovranno fare particolare attenzione, specialmente nelle situazion in cui chat/social vengono utilizzati per comunicare con la classe al di fuori dell’orario scolastico. Si potrà continuare a farlo ma solo se strettamente necessario ai fini didattici, assolutamente vietato tutto ciò che è personale.
Una nota del Miur: “I docenti che violano la fiducia saranno licenziati”
Il contratto prevede anche nuove misure a salvaguardia di studentesse/studenti e di un sano rapporto con i docenti. Si prevedono misure disciplinari per chi usa in modo improprio, ovvero con fini non coerenti con l’obiettivo dell’istruzione, della formazione e dell’orientamento, i canali di comunicazione informatici o i social per relazionarsi con gli studenti. I docenti che dovessero violare la fiducia accordatagli, mettendo in atto comportamenti o molestie di carattere sessuale nei confronti dei loro alunni, saranno licenziati.

Un anno fa Mario Rusconi, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Presidi si era espresso cosi: “Non sono un proibizionista in materia di social. Come tutti i nuovi mezzi di comunicazione vanno usati con intelligenza e parsimonia professionale. Rendono i contatti più rapidi, ma si deve evitare di farsi prendere la mano e lasciare che intervengano modi troppo confidenziali. Non si deve essere amici dei propri studenti, si deve riuscire a mantenere sempre il rigore professionale necessario”.


Come si sono mossi in Europa?

In Germania insegnanti e studenti non possono stringere amicizia. Almeno sui social network. Il divieto di cui si discute spesso nel nostro Paese, diventa legge nella Land della Renania-Palatinato.
Il Ministro dell’Istruzione tedesco ha tassativamente vietato a tutte le scuole il contatto sul social network. Ad essere bacchettati pesantemente sono stati proprio gli insegnanti. “La valutazione dei dati personali per scopi commerciali non è compatibile con la funzione scolastica. Per scambiare informazioni e dati ci sono alternative”.

Negli USA, già nel 2011, con la legge Missouri Senate Bill 54 (anche denominata Amy Hestir Student Protection Act), si vieta il social networking tra studenti e insegnanti, proibisce ad allievi e professori di comunicare fuori dai canali ufficiali: aula ed edificio scolastico. Vietati telefono, sms, e contatti attraverso qualsivoglia sito internet, Facebook incluso.

In Svizzera, si è espresso Beat Zemp, presidente centrale di Docenti svizzeri (DCH), la federazione nazionale degli insegnanti:
Whatsapp va bandito dalle scuole svizzere, nel rapporto fra insegnanti e allievi.
"Lo dico chiaramente: Whatsapp è completamente inadatto per la comunicazione tra insegnanti e studenti" (leggi articolo completo)


Credo fortemente che sia necessario più formazione e una migliore consapevolezza dell'utilizzo dei Social da parte degli attori in gioco (alunni e docenti), è difficile per tutti guidare una Ferrari se non si conosce come girare il volante... , dall'altra parte capisco che la maggior parte delle volte lo si fa in buona fede e per essere più vicini ai propri alunni ci si possa affidare ad una comunicazione veloce basata sui Social.
Il consiglio per i docenti è quello di riflettere sempre sullo scopo della comunicazione facendo sempre molta attenzione nel distinguere la sfera personale/privata da quella didattica.
Ogni insegnate è libero di condividere ciò che vuole sul proprio profilo, accettare/rifiutare amicizie di alunni/genitori, entrare in gruppi classe di WhatsApp, magari pensarci prima può risolvere diversi problemi a monte.

ALCUNI ARTICOLI CORRELATI

22-01-2018 La Tecnica della Scuola (leggi articolo completo)
Nessun rapporto tra docenti e studenti via sms o sui social”. Così un preside a Savona

09-02-2018 La Stampa (leggi articolo completo)
Professori, basta chat con gli studenti. E in caso di molestie previsto il licenziamento
Sono questi alcuni dei passaggi fondamentali del nuovo contratto nazionale dei docenti della scuola, appena rinnovato. L’utilizzo dei social network da parte degli insegnanti dovrà essere limitato esclusivamente a scopi didattici. Professori che rimarranno almeno tre anni nella stessa sede. (nuovo contratto nazionale PDF)

15-02-2018 TGCOM24 (leggi articolo completo)
Stop alle chat tra insegnanti e studenti, il prof: "Mi autodenuncio"
Tra prof e studenti nessun dialogo via social network se non strettamente legato alla scuola. Così stabilisce il nuovo contratto dei docenti. Ma la lettera di questo insegnante fa capire che spesso la realtà delle classi è più complessa di quanto si creda.
 
10-04-2017 La Stampa (leggi articolo completo)
Professori sui social. “Sì, così aiutiamo i ragazzi” “No, si perde autorità”
La vita della scuola va in rete. Ecco i pro e i contro
 
14-04-2018 La Repubblica (leggi articolo completo)
Bologna, la social prof che insegna la parola della buonanotte con WhatsApp
Carla Romoli, docente di 61 anni, ogni sera manda un messaggio vocale alle sue classi spiegando un vocabolo nuovo. Da abisso a bustrofedico

Andrea MassaAutore:
Andrea Massa
Resp. INFORMATICO - Progetto MASSERE

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Filmavano bimbi in spiaggia e si scambiavano foto su Facebook: nella rete dei pedofili anche un diacono.

Attraverso Facebook scambiavano materiale pedopornografico, in alcuni casi prodotto sfruttando minori adescati su internet, ma anche con filmati amatoriali realizzati sulle spiagge. Una 'retè di pedofili è stata scoperta e sgominata dagli investigatori del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Firenze che hanno arrestato 2 persone e denunciato altre 12 uomini tra cui un aspirante diacono, pensionati, disoccupati, un agente finanziario, un barista, un dipendente di un'Asl, uno studente e un detenuto in carcere per reati della stessa indole.