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Rispondiamo ad alcune delle domande più frequenti che ci vengono poste negli incontri con i genitori e con i ragazzi.

Come ci si può tutelare legalmente davanti ad atti di cyberbullismo effettivo o presunto?
Come noto, nel nostro ordinamento giuridico le tutele “fai da te” possono comportare risultati poco utili e conseguenze dannose per la persona offesa.
Una risposta efficace alla domanda la si può ricavare solo nel dettato normativo.
La legge di riferimento è la 29 maggio 2017, n. 71, nota come “Legge sul Cyberbullismo”.
In particolare, l’art. 2 prevede che i minori ultraquattordicenni, i genitori o i soggetti esercenti la responsabilità sul minore possono inoltrare al gestore del sito una richiesta di oscuramento, rimozione o blocco di qualsiasi dato personale del minore. 

Come si segnala un contenuto al gestore del sito internet?
Tale attività può essere eseguita tramite dei comandi presenti sul sito stesso, spesso individuabili nei tasti “segnala” / “fornisci un feedback” / “contatta il gestore”.

Come posso fare se nel sito non vi è questa possibilità o se il gestore non risponde alla mia richiesta?
Qualora il gestore del sito non adempia entro 24h dalla richiesta o quando non sia contattabile, il comma 2 del citato articolo 2 propone un secondo livello di tutela: la segnalazione o il reclamo al Garante per la protezione dei dati personali.

Come posso fare una segnalazione o un reclamo al Garante?
La risposta è molto semplice, tramite un messaggio mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Per facilitare la procedura, il Garante ha pubblicato un modello, scaricabile al seguente link (MODULO).

Per qualsiasi ulteriore dubbio o chiarimento, non esitate a contattarci! 

 

MATTEO MERONI - Resp. tematiche legali

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Negli anni abbiamo parlato spesso di vamping, oggi vogliamo introdurre un fenomeno ad esso collegato: lo SLEEP TEXTING.
Parliamo dell'invio di messaggi mentre si sta per prendere sonno o si è ancora addormentati. Le comunicazioni spedite sono spesso prive di senso, non danno risposte sensate a domande, e sono quindi più che pericolose imbarazzanti.

Lo rileva una ricerca condotta sui ragazzi dalla Villanova University, pubblicata sulla rivista Journal of American College Health.
"La maggior parte non aveva memoria del fatto di aver inviato messaggi o del loro contenuto - dice Elizabeth B. Dowdell, autrice dello studio - il fatto di non ricordare non è sorprendente, poiché la ricerca sul sonno ha scoperto che le persone che si svegliano dopo aver dormito per più di qualche minuto non sono in grado di ricordare i minuti prima di addormentarsi.
Più di un quarto (25,6%) degli studenti nel sondaggio ha riferito di aver inviato messaggi nel sonno; la maggioranza (72%) ha riferito di non ricordare di averlo fatto.

Quali possono essere le conseguenze?
Essendo un fenomeno connesso a un sonno interrotto ha un'influenza sulla qualità del sonno stesso, che può minare il rendimento scolastico/universitario, un significativo squilibrio emotivo, affaticamento e scarsa concentrazione.

 


Ne hanno parlato:

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L'uomo, impiegato 54enne, è stato portato in carcere dopo essere stato trovato in possesso di un ingente quantitativo di materiale pedopornografico.

Gli agenti hanno rilevato la presenza di un profilo che, su di un noto social network, era solito postare commenti a sfondo sessuale su immagini di minorenni, anche in età pre-adolescenziale. Gli accertamenti informatici della Polizia Postale hanno consentito di identificare il titolare dell'account e di risalire ai suoi vari profili falsi, utilizzati per adescare minorenni sia italiani che di altre nazionalità.

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 “L’adolescenza è un periodo centrale del percorso di sviluppo individuale

che richiede la stessa attenzione dell’infanzia,

è una transizione neurobiologica fondamentale per dare forma al cervello adulto."

F. Maragora, ONDA.

 

Gli ultimi dati ISTAT segnalano che quasi il 95% dei ragazzi tra i 14 e 19 anni utilizza internet. In Italia sono stimati in 300 mila tra i 12 e i 25 anni quelli con dipendenza da internet.Gli studi internazionali segnalano che l’utilizzo della tecnologia può diventare problematico in una percentuale compresa tra l’1 e il 4% circa di questi ragazzi. Partendo da questo quadro diversi studiosi si stanno sempre più interrogando su come la tecnologia incida nello sviluppo cerebrale e emotivo di bambini e adolescenti. 

 

IL CERVELLO...

  •  Un dato interessante, seppur preliminare, deriva dal riscontro di vere e proprie modificazioni della materia bianca (prevalentemente dei fasci di connessione cortico-subcorticali) in ragazzi con dipendenza marcata da smartphone che ricalcano, almeno in parte, quelle già riscontrate in soggetti con dipendenza da internet. 
  • Le aree del cervello più utilizzate per le attività online sono quelle deputate a veloci spostamenti della nostra attenzione da uno stimolo all’altro. Troppe distrazioni costringono a rifocalizzare continuamente l’attenzione producendo danni alla memoria con conseguenze sulla capacità di apprendimento. Imbarchiamo molte informazioni ma non ne tratteniamo nessuna perché la nostra “memoria di lavoro” (quella  che consente alle informazioni di essere immagazzinate nella memoria a lungo termine) è sovraccarica.
  • L’uso continuo delle stesse funzioni – grazie alla plasticità di cui è dotato il nostro cervello – si rafforzino a scapito di altre. Le zone deputate alle attività approfondite e prolungate, d’altro canto, si rimpiccioliscono fino a scomparire. La plasticità cerebrale non sa distinguere tra attività “buone” e “cattive”. Si adatta alle esigenze dell’ambiente
  • Anche l’ADHD è stato correlato alla dipendenza da internet e, in modo ancora più chiaro, da gaming. La struttura stessa di alcuni giochi, con “l’incentivo a raggiungere il livello successivo’, è estremamente attraente per ragazzi dipendenti dalla ricompensa. L’esposizione eccessiva alla tecnologia è stata correlata anche a un peggioramento sintomatologico nei bambini e negli adolescenti con ADHD, e alcuni dati preliminari segnalano effetti cognitivi della stessa. 

! Il cervello di bambini e ragazzi è ancora in fase di sviluppo e

ancora non sappiamo quali conseguenze può avere su di loro l’iperconnettività.

 

LE EMOZIONI....

  • In Italia oggi vivono circa 8 milioni e 200 mila giovani tra i 12 e i 25 anni. Di questi circa il 10% (dati ISTAT) si dichiara globalmente insoddisfatto della propria vita, delle loro relazioni amicali, familiari e della loro salute. 
  • Internet e lo schermo diventano il mondo dove tutto è possibile, dove si può essere chiunque si voglia e dove l'altro c'è e non esiste allo stesso tempo. E' una possibilità di andare oltre alle proprie fragilità del "mondo reale", un modo di filtrare emotivamente il troppo che si sente nelle relazioni personali. Purtroppo però è un mondo virtuale dove ciò che è vero è anche finto e viceversa, dove è proprio perchè ci sono alcune fragilità personali che tutto è possibile e diviene l'unico motivo d'essere.
  • a volte però, ciò che sembrava essere la soluzione alle fatiche del mondo reale diventa una trappola da cui è difficile uscire e che inchioda ancora di più a quelle emozioni e pensieri negativi che hanno portato lì.

! diventa fondamentale educare alle emozioni tencologiche

 

 

link

DIPENDENZA da Internet; ecco i sintomiDipendenza da smartphone: ne soffre la metà degli adolescentiINTERNET ADDICTION: Dipendenza da socialnetworkMinori e internet: l’ossessione diventa dipendenza. Come combatterla?

 

fonti:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/23/dipendenza-da-internet-se-i-nativi-digitali-vengono-lasciati-soli/1448276/

http://www.dire.it/20-02-2018/175883-allarme-psichiatri-in-italia-300mila-giovani-dipendenti-da-internet/

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Un anno fa abbiamo parlato di Blue Whale dimostrando come prima del servizio delle Iene in Italia nessuno aveva cercato su Google il termine e proprio lo stesso servizio "di successo" ha generato allarmismo tra giovani e genitori. (Blue Whale, bufala o reale pericolo? e Non esiste un numero di Blue Whale [051 6041111]).
Da qualche settimana di "MOMO games" che circola su WhatsApp tra i ragazzi.

In cosa consiste? Una nuova catena di Sant’Antonio di WhatsApp a sfondo horror [VIDEO] con un prefisso straniero: di solito +81, ma molti utenti hanno segnalato anche il prefisso +57, accompagnato dal numero vero e proprio.
Si presenta come una sorta di fattucchiera che, se non viene diffusa, scaglierà una maledizione.
La sua immagine è diventata virale e famosa tramite WhatsApp, sottoforma di sfida e sappiamo bene quanto i ragazzi vengono attirati dalle "Challenge" (Un'altra folle moda: Salt and Ice ChallengeIl tormentone Social? la KIKI ChallengeSELFIE, la nuova moda pericolosa si chiama: One Finger Challenge)