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Si finge bambina su WhatsApp e abusa di tre ragazzine per tre anni

Il falso profilo della «sadica Giulia» usato dal 50enne per attirare le vittime, fra gli 11 e i 13 anni, in casa sua, dove le violentava e le filmava, poi le ricattava. L’incubo è durato per tre anni, finché una compagna di scuola ha chiesto aiuto a un’insegnante.

La ricostruzione:
Un uomo di 50 anni che utilizzava in modo massiccio WhatsApp e che, grazie a un profilo falso da «bambina», ha abusato per tre anni di tre ragazzine tra gli 11 e i 13 anni, è stato arrestato grazie a un’insegnante che, attraverso il rapporto di fiducia con un’alunna, ha ottenuto le sue confidenze. L’uomo, residente in provincia di Lodi, è incensurato e soffre da tempo di problemi psicologici (slegati, però, dalla perversione della pedofilia). Secondo l’accusa attirava in casa sua le ragazzine utilizzando il falso profilo, le costringeva a rapporti sessuali con lui e tra di loro e imponeva loro di tornare, sotto costante minaccia di pubblicare online foto e video realizzati durante le violenze. Ora si trova in carcere a Milano. Le accuse: produzione e detenzione di materiale pedopornografico, violenza sessuale e corruzione di minorenni. Lo hanno riferito i militari del Comando provinciale di Lodi. L’uomo è stato arrestato su ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura della Repubblica di Milano.

Una vicenda che «ha i contorni di un film dell’orrore», così l’ha definita il procuratore aggiunto di Milano, Maria Letizia Mannella. Disoccupato, il 50 enne abitava in casa ancora con i genitori anziani, la cui posizione è da vagliare al proseguire delle indagini. Alle vittime si era presentato inizialmente come un bravo vicino di casa. Dopo aver reperito i loro numeri di telefono, però, aveva iniziato a contattarle via WhatsApp usando un’identità falsa, quella della coetanea «Giulia», la «cattivissima e sadica Giulia». «Sfruttando la comune passione per i gattini è quindi riuscito a portarle a casa sua e a violentarle ripetutamente, costringendole anche a rapporti promiscui», ha raccontato lunedì mattina in conferenza stampa a Milano la pm di Milano che ha seguito le indagini, Alessia Menegazzo.

L’uomo diceva alle bambine di essere lui stesso una vittima della «sadica Giulia», che era una «maga», e che dovevano obbedirle se non volevano che uccidesse i loro rispettivi genitori, fratelli e familiari. I rapporti sessuali, che facevano parte di un «rito di purificazione», sempre ordinato dalla «malvagia» ragazzina, erano filmati con telecamere nascoste posizionate in una stanza dell’abitazione dell’uomo, dove i quattro si incontravano. In altri casi, invece, costringeva le tre ragazzine a riprendersi tra di loro e inviare i video e le foto su Whatsapp.

A fine dell’anno scorso il muro di silenzio si è rotto quando, su un profilo Instagram, il 48enne ha pubblicato un’immagine, che ritraeva una delle tre vittime in «una posa erotizzante», dicendo che lo faceva in esecuzione di un ordine di «Giulia». Una compagna di classe della ragazzina l’ha riconosciuta e ha avvisato un’insegnante, che è riuscita a farsi raccontare dalla vittima gli abusi subiti nei tre anni precedenti. Secondo la ricostruzione degli investigatori nessuno dei genitori si era mai accorto di quanto stesse accadendo alle loro figlie.

 

Fonte: Corriere della Sera - Pedofilia, si finge bambina su WhatsApp e abusa di tre ragazzine per tre anni: arrestato

Ulteriori dettagli:

Il Giorno - Lodi, si finge bambina su WhatsApp e abusa di tre minorenni: arrestato 48enne.
Le ragazzine (tra gli 11 e i 13 anni) sarebbero state abusate per anni. La Procura: "Vicenda da film dell'orrore"

RaiNews - Lodi, si finge bambina su WhatsApp: "Mi chiamo Giulia" e abusa per anni di 3 bimbe Arrestato 48 enne incensurato, avrebbe abusato di tre bambine tra gli undici e i tredici anni. Una delle vittime si è confidata con la propria maestra

Corriere della Sera (aggiornamento) - «Sono la cattivissima Giulia»: se l’orco si finge una bambina. Come difendersi: parla l’esperta



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