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Fenomeno del Grooming sui Social NEtworkLo scorso novembre ha adescato (nuovo fenomeno del GROOMING) una 13enne di origini ecuadoriane sul social network Badoo, uno dei più diffusi tra gli adolescenti. E nonostante la bambina gli avesse comunicato subito la propria età, ha cominciato a chiederle foto sempre più provocanti, regalandole in cambio ricariche del telefono e soldi. Finché Bruno D. C., idraulico napoletano di 34 anni, il 18 e il 29 novembre le ha proposto di raggiungerla a casa dopo la scuola, quando i suoi genitori erano al lavoro, e ha fatto sesso con lei, pagandola 150 euro.
E ci ha riprovato anche il 6 febbraio successivo, quando ha raggiunto ancora una volta la 13enne, ma è scappato quando qualcuno ha suonato la porta.

Oggi l'uomo, sposato e con due figli di 2 e 6 anni, è stato condannato con rito abbreviato per prostituzione minorile e violenza sessuale aggravata dall'età della vittima a 6 anni di carcere e a 34mila euro di multa.

FONTE: LA REPUBBLICA (18/07/2012)

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Ennesimo episodio di SEXTING: l'uomo, 48enne di Bono (Sassari) ricattava la vittima: mms porno in cambio di ricariche al cellulare.
Era già stato detenuto due anni in Svizzera per violenza sessuale

SASSARI - Costringeva una studentessa di 14 anni di Monselice, in provincia di Padova, a inviargli dal proprio cellulare mms che la ritraevano in atteggiamenti pornografici in cambio di ricariche telefoniche. Uno squallido gioco andato avanti per alcuni mesi fino a quando la giovane si è rifiutata di proseguire.

Per tutta risposta Gian Paolo Satta, operaio di 48 anni di Bono (Sassari), ha iniziato a ricattarla, minacciando di trasmettere le foto in suo possesso ad altri studenti, cosa che poi si è verificata dopo il netto rifiuto opposto dalla minorenne. L'epilogo ieri mattina quando i Carabinieri di Bono hanno arrestato l'uomo in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Padova. I reati contestati sono pornografia minorile e tentata estorsione, continuati ed aggravati. I fatti, interamente avvenuti in provincia di Padova, si riferiscono al periodo tra il gennaio e il marzo del 2008. Dall'ottobre 2010 ai primi giorni di questo mese, Gian Paolo Satta è stato detenuto in un carcere svizzero per espiare una pena per una violenza sessuale compiuta nel territorio elvetico. L'uomo è ora rinchiuso nel carcere di Nuoro.

FONTE: Corriere della Sera del 10 Luglio 2012

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Pesaro, 22 novembre 2006 — Facevano sesso. O qualcosa che gli assomigliava. E si riprendevano col cellulare. Protagonisti: due studenti di scuola media. Poi «scaricavano» le scene nei telefonini dei compagni di classe. Lo ha scoperto per caso un genitore di una ragazzina che frequenta la «Don Gaudiano». Ha controllato il cellulare della figlia di dodici anni. La quale non c’entrava niente con le immagini scaricate sul suo cellulare ma sapeva perfettamente chi erano i protagonisti della prestazione erotica che scorreva sotto i suoi occhi. Era una sua compagna di classe e un coetaneo di 13/14 anni ripetente che frequenta un altro istituto. Di fronte a questa verità, i genitori della ragazza sono andati dalla preside Rita Caputo ed hanno segnalato quello che hanno visto sul cellulare. E a quel punto è scoppiato il caso.

La preside, che ieri non è stato possibile rintracciare perché fuori città, ha preso provvedimenti. Quali siano non è dato sapere. Al telefono con la direzione dell’istituto, ci risponde la professoressa Maria Assunta Berloni:"Possiamo dire che la vicenda non tocca la scuola né si è verificata al suo interno. Siamo stati interessati da alcuni genitori dopo che la presidenza aveva dato l’ordine di requisire tutti i cellulari che i ragazzi avevano in tasca. Pur essendoci una direttiva precisa che vieta di portarli in classe, gli studenti li avevano ugualmente. E li usavano per passarsi compiti, fare giochi, mandare messaggi e in fin dei conti perdere tempo. Così qualche giorno fa abbiamo controllato classe per classe sequestrando, se così si può dire, un centinaio di cellulari. Li abbiamo riconsegnati a fine lezione inviando un cedolino a casa dei ragazzi chiedendo la firma del genitore per avvertire che in caso di violazione del divieto si vedranno requisire il cellulare per tutta la durata dell’anno scolastico. Successivamente a questo controllo, la preside ha appreso attraverso delle sue fonti ciò che era accaduto. Da quel momento, c’è stata ampia collaborazione tra la preside e i genitori per accertare questa vicenda che ovviamente va affrontata e chiarita. Non per niente sono stati presi dei provvedimenti". Quali sono? "Non sono tenuta a rispondere perché questo è compito della preside. Va rimarcato che c’è stata grande disponibilità da parte di tutti per affrontare la questione".

Ma il primo risultato della vicenda è che tantissimi ragazzini, soprattutto di seconda media, sono tornati a casa chiedendo notizie su pratiche erotiche che hanno lasciato inebetiti genitori, nonni o zii che si sono trovati a dover rispondere ai quesiti. Difficile sapere quanti ragazzi abbiano scaricato nel loro cellulare il filmino pornografico che ritraeva una giovanissima studentessa della «don Gaudiano» con un suo amichetto. Dovrebbe essere stato girato però in un luogo del centro storico intorno alle cinque del pomeriggio. Ai protagonisti poteva sembrare in gioco che era giusto far vedere anche ai compagni di banco tanto per aprirgli nuovi orizzonti. In realtà la circolazione del filmino ha messo sul chi va là come non mai scuola e genitori. Dice al telefono la professoressa Berloni: "Questa vicenda, va detto chiaro, non intacca minimamente la qualità del nostro istituto. Semmai ribadisce che nulla è lasciato al caso, a cominciare dai controlli sui telefonini che non devono essere portati a scuola. Va ricordato che il sequestro dei cellulari è avvenuto prima della scoperta del filmino. Benché la vicenda non riguardi le ore scolastiche e l’istituto, ci siamo immediatamente attivati assumendo dei provvedimenti. Che la preside, se vorrà, potrà spiegare".

FONTE: QUOTIDIANO.NET | ITALIA NEWS

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Civitanova Marche (Macerata), 31 maggio 2012
L’immagine di una dodicenne completamente nuda viaggia per giorni attraverso decine di telefonini. Uno scambio frenetico di Mms tra adolescenti (SEXTING), fino a quando la storia finisce sulla bocca e sui display di tutti ed è subbuglio in un paese dell’entroterra civitanovese dove non si parla d’altro.

Tutto comincia quando la ragazzina, senza niente addosso, si fa un autoscatto e commette la leggerezza di inviarlo tramite messaggio telefonico ad un amico, dodicenne pure lui. Frequentano la stessa scuola media in paese, il secondo anno, e quando lui riceve l’immagine, forse per darsi anche un po’ di arie con i coetanei, commette l’errore di girarla a qualche amico.

E così si innesca una sorta di catena di Sant’Antonio che finisce per coinvolgere una ventina di ragazzini, tutti minorenni e sotto i quattordici anni. Nessuno di loro probabilmente valuta le conseguenze di quel chattare via telefono ma nel paese, che è un piccolo borgo dove tutti si conoscono, quello che dovrebbe rimanere un segreto diventa di dominio pubblico e la notizia della foto imbarazzante fa presto ad esplodere e a diffondersi ovunque.

La mamma dell’adolescente va su tutte le furie e decide di sporgere denuncia ai carabinieri chiedendo successivamente un cospicuo risarcimento danni ad ognuna delle famiglie dei ragazzini accusati di aver ricevuto e poi rispedito la fotografia tramite il telefonico.

Della vicenda si sta occupando il Tribunale dei Minori di Ancona. La foto è rimasta confinata al circuito dei cellulari di un gruppo di ragazzini e non è stata inserita in circuiti web, su You Tube o sui social network tipo Facebook con il rischio di finire in pasto a pedofili, e nemmeno è stata maneggiata da adulti.

Ma tant’è, la Procura dopo la denuncia del genitore procede per diffusione di immagini pornografiche, ma la portata del reato verrà molto probabilmente ridimensionata dalla realtà dei fatti che sembrano essere il risultato di una somma di sciocchezze commesse dagli adolescenti coinvolti, che non si sono resi conto che si stavano infilando in un ginepraio di problemi.

FONTE: IL RESTO DEL CARLINO

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Pescara, 29 marzo 2012 - Avrebbe adescato via internet decine di bambine tra gli 11 e i 14 anni in varie città d’Italia.
 
Violenza sessuale su bambine (foto Germogli)

Agenti della sezione della Polizia Postale di Teramo e del Compartimento di Pescara hanno arrestato un teramano di 33 anni.

La tecnica usata dall’uomo era quella del “GROOMING” spiegano dalla polizia postale, coordinata da Pasquale Sorgonà.

L’uomo le costringeva a riprendersi in foto e video osè tramite webcam.

FONTE: QUOTIDIANO.NET

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ROMA - Aveva usato il server della biblioteca per non essere scoperto.
Nuovo caso di 'sexting' scoperto dalla polizia postale. Le ragazzine protagoniste delle immagini hard vivono in Lombardia

Sempre più diffuso tra i giovanissimi il fenomeno del 'sexting', ossia uno scambio di foto e video a sfondo sessuale, spesso realizzate con il cellulare, e la loro pubblicazione su internet.
L'ultimo caso, scoperto dalla polizia postale e delle comunicazioni di Catania, riguarda un sito italiano su cui erano visibili alcune foto di ragazze adolescenti, alunne di una scuola media di una cittadina lombarda, ritratte nude e, in alcuni casi, in atti di autoerotismo.

La polizia, coordinata dalla locale Procura distrettuale etnea, ha immediatamente rimosso le pagine e identificato l’autore del sito: un quattordicenne compagno di scuola delle ragazze.
Le immagini sembrano essere state fatte dalle stesse ragazzine con la fotocamera dei telefonini. L'adolescente indagato aveva utilizzato la connessione internet della biblioteca comunale per realizzare il sito sperando in questo modo di non essere identificato.

FONTE: Quotidiano.net

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