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Tante volte si sente parlare si Generazione Y o di Millennials ma CHI SONO veramente?

Con il termine Generazione Y, (conosciuta anche Millennial) si definisce così la generazione del nuovo millennio, sono le persone nate tra gli anni ottanta e i primi anni duemila, non si sta parlando quindi di solo di nativi digitali ma anche di immigrati digitali.

La generazione Millennium, rispetto a quelle precedenti, è sempre aggiornata sulle novità informatiche e tecnologiche, la televisione è stata sostituita dai media digitali e da una accresciuta attività online.

A volte la Generazione Y può essere chiamata Net Generation, definizione importante infatti da questo si capisce che si tratta della prima che affronta il mondo ad una velocità diversa, quella del web.

E tu in quale GENERAZIONE appartieni?

  • BABY BOOMERS - nati tra 1946 e il 1964
  • GENERAZIONE X - nati tra 1965 e il 1980
  • GENERAZIONE Y  (Millenials) - nati tra 1981 e il 1995
  • GENERAZIONE Z  (Post-Millenials) - nati dal 1995

autore: Andrea Massa

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Durante gli incontri con i genitori tra le domande tipiche troviamo:

Come posso mettere in sicurezza l'account facebook di mio figlia/a?

Beh ci sono una serie di accorgimenti per migliorarne la privacy e la sicurezza dell'account Social in questione.

Es. Facebook ha messo online da qualche giorno una GUIDA PRATICA, disponibile anche in italiano.

Tra le informazioni importanti troverai:

  • Dispositivi da cui hai effettuato l'accesso (leggi qui)
  • Protezioni delle informazioni personali/privacy (leggi qui)
  • Approvazione degli accessi (leggi qui)
  • Modifica/creazione di una PASSWORD SICURA (leggi qui)
  • Scoprire i tentativi di furto/truffa phishing (leggi qui)

Facebook ci mette in guardia anche su:

Autore: Andrea Massa

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Un'interessantissima ricerca del Telefono Azzurro in collaborazione con Doxakids conferma che sempre più ragazzi si collegano a siti porno su Internet anche grazie alla diffusione di Smartphone e Tablet.

Pornografia, adescamento e violenze sessuali online: si diffonde tra i giovanissimi la visione di siti pornografici (per il 46,7% dei ragazzi e il 34,7% delle ragazze questo è `molto´ vero, mentre per il 39,1% dei ragazzi e il 52,5% delle ragazze lo è `abbastanza´).

Lo rivelano i dati della ricerca nazionale Telefono Azzurro-Doxakids, presentata ieri presso l’Università Bocconi di Milano nell’ambito del convegno «Libertà, responsabilità ed etica: nuove sfide per la tutela della web generation», organizzato da Telefono Azzurro e Cergas Bocconi in occasione del Safer Internet Day 2015.

Un teenager su due vorrebbe più consigli dagli adulti per navigare sul web in sicurezza.

 

Fonte: La Stampa - Leggi l'articolo completo QUI.

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LONDRA - Tallulah Wilson, 15 anni, era finita in un gruppo di autolesionismo sul social network Tumblr, si era convinta di essere brutta e obesa e si faceva del male da sola per soddisfare gli altri utenti. Ma poi non ce l'ha fatta più e si è tolta la vita, lanciandosi sotto un treno. 

La mamma non ci sta e accusa con forza il web di aver ucciso la figlia. "É stata catturata dalle grinfie di un mondo digitale tossico, dove nelle ultime settimane non riuscivamo più a raggiungerla. Ho fatto tutto il possibile per tenerla al sicuro, ma era caduta in un mondo di incubi". 

Un incubo da dove non si è più svegliata, convinta che la sua vita fosse da buttare. L'accusa è tutta per il social Tumblr e di quel gruppo di autolesionismo che ha finito per convincere la bella Tallulah di essere brutta e obesa, che continuava a scriverlo anche su twitter.

Una volta scoperta questa vita segreta online della figlia, la mamma ha chiuso il suo account. 24 ore dopo la teenager si è tolta la vita.

Fonte: LEGGO (Leggi l'articolo originale qui)

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Nel 2004 era un piccolo network per studenti dei college statunitensi, oggi è una nazione da 1,2 miliardi di visitatori mensili provenienti dall’Asia (351 milioni), dall’Europa (276 milioni), dagli USA e dal Canada (199 milioni) e da altri territori.
Una espansione graduale, ma inesorabile, documentata dalla mia mappa dei social network nel mondo, che ha imposto un modello di socialità in rete e di business che produce 5 miliardi di dollari di fatturato.

Oggi gli italiani che visitano Facebook al meno una volta al mese sono 26 milioni. Quelli che lo fanno almeno una volta al giorno sono 17 milioni. Negli ultimi dodici mesi si è avuto un incremento della consultazione in mobilità tanto che oggi gli utenti mensili da mobile sono 16 milioni, quelli giornalieri 10 milioni.

Che ETA' hanno gli italiani iscritti a Facebook?

In questi anni è rimasta pressoché inalterata la suddivisione tra uomini e donne, rispettivamente al 52% e al 46%, con una quota di un 2% di non classificati. Invece ciò che è mutata profondamente è stata la composizione delle età degli iscritti. I primi colonizzatori di Facebook sono stati i 19-24enni che nel 2008 rappresentavano ben il 29% di tutta la popolazione iscritta. Insieme a loro i 25-29enni che erano il 22%.
Oggi la prima fascia rappresenta solo il 18% degli utenti pari a 4,6 milioni di persone e la seconda il 12% ossia 3,2 milioni. In questa redistribuzione dovuta alla massificazione, ha assunto un peso prevalente la popolazione più anziana, soprattutto quella di età 36-45, che ora rappresenta il 21% ossia 5,4 milioni di individui.
Nell’ultimo periodo la coorte che cresce di più, al ritmo di un 40% all’anno, è quella degli ultra 56enni. Cala, da settembre ormai, la fascia dei 13-18enni che anno su anno fa registrare un -10%.

Ad oggi Facebook nel mondo è il SocialNetwork più usato come si vede dall'infografica sottostante:

Fonte: Vincos.it

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Si chiama “Birra alla goccia”. E non è altro che la versione italiana di una delle mode più pericolose in voga tra i giovani del web: il Neknominate.
Un gioco social che consiste nel bere alcol senza freni, sbronzarsi, filmare il tutto e lanciare la sfida in rete, ovviamente su Facebook.

Nato in Australia e poi diffusosi a macchia d’olio tra i giovani in Inghilterra, Irlanda, Francia e Usa, dove ha già fatto cinque vittime, il Neknominate ora è arrivato anche in Italia. E da qualche giorno rimbalza pericolosamente su tutti i social network dove la sfda a chi beve di più è già diventata virale.

LE VITTIME
Basta fare una ricerca su YouTube alla chiave “Neknominate” per trovare migliaia di filmati delle migliori performance alcoliche. Una sorta di gioco al massacro che come era facile immaginare, ha già registrato diverse vittime: in Irlanda, Johnny Bryne, 19 anni, è morto annegato dopo aver bevuto una pinta di birra ed essersi buttato in un fiume. Ross Cummins è stato trovato svenuto in casa a Dublino ed è morto poco dopo in ospedale: aveva 22 anni. Isaac Richardson, 20 anni, morto per un devastante cocktail di vino, whiskey, vodka e birra; a Cardiff, il 29 enne Stephen Brook, ucciso da una bottiglia di Vodka mandata giù in meno di un minuto; quindi, il rugbista Bradley, appena vent’anni, che agli amici preoccupati per la china pericolosa rispondeva: «Vi dimostro chi è che comanda». Due bottiglie di gin mescolate con del tè gli sono state fatali. Il fenomeno che sta riscuotendo gran successo ha già mietuto le prime vittime anche nel nostro paese. La scorsa settimana ad Agrigento, un ragazzo di sedici anni è finito in coma etilico.

IL DRINKING GAME IN ITALIA

In Italia il Neknominate (il cui nome fa probabilmente riferimento al collo della bottiglia) si chiama "Birra alla goccia" e i partecipanti bevono principalmente pinte di birra, appunto “alla goccia” (in un sol fiato) dopo che si è stati sfidati dai propri amici su Facebook. Lo sfidato viene "nominato" attraverso un video ed è "costretto" a raccogliere la sfida. Qualcuno deve filmare il tutto per dare così la possibilità agli autori della goliardata di sfidare altri utenti della Rete, spesso amici o conoscenti, a fare peggio con la frase: «saprai fare meglio di me nelle prossime 24 ore?».

In altre parole, chi è ‘Neknominato’ è costretto a raccogliere la sfida. E se non si accetta la sfida arriva la penitenza: offrire da bere per una sera intera alla persona che ha coinvolto gli amici nel gioco. I neknominati italiani per il momento sembrano essere più "moderati", ma la tendenza che sia made in Uk o in Italy non va sottovalutata.

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Fonte: Il Messaggero

NEKNOMINATIO - RACCOLATA DI IMMAGINI A CURA DI VANITY FAIR