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Progetto MASSERE - WhatsApp a pagamento BUFALA

In queste ultime settimane ho ricevuto diversi messaggi di genitori che chiedevano informazioni in merito al passaggio da gratuito a pagamento dell'APP WhatsApp.
Naturalmente si tratta di BUFALA e a cascarci sono spesso proprio i genitori (immigrati digitali), come successo più volte in passato ciclicamente rispunta questa catena di S.Antonio dove a cascarci sono milioni di italiani.

CONSIGLI:
Quando si riceve un messaggio del genere, prima di condividerlo con i propri amici aumentando la diffusione è sempre bene verificare l’autenticità.
Nessuna comunicazione Ufficiale è stata rilasciata dal Blog di WhatsApp dove vengono presentate tutte le novità e relative funzioni.
WhatsApp è l'App più installata e conta oltre un miliardo di utenti attivi, dai nostri sondaggi nelle scuole ad alunni e genitori si nota come ben il 98% delle persone possessori di uno smartphone connesso ad internet ha WhatsApp installato.

ARTICOLI CORRELATI:

COSA SI RISCHIA?
In questo cano nulla, è la classica catena di S. Antonio che ci tartassa da olter 15 anni con i primi SMS, ma in passato questi messaggi rimandavano a un sito malevolo che installa estensioni del browser e attiva servizi a pagamento.
Ricordiamo che le nuove funzioni/aggiornamenti passano sempre tramite i negozi ufficiali dell'app (Apple Store per iOS e Google Play Store per Android).

INTERESSANTI ARTICOLI SULLE TRUFFE CON WHATSAPP:

  • La Repubblica: WhatsApp, l'esca del nuovo look: occhio alla truffa dei colori [Leggi articolo completo]
  • ADN Kronos: "iPhone 7 in regalo", l’ultima truffa su WhatsApp [Leggi articolo completo]
  • Leggo: Falsi buoni di Decathlon, il ritorno su WhatsApp in vista del Natale. Il link non porta direttamente al sito di Decathlon, che non ha niente a che vedere con la vicenda, bensì ad un altro sito che potrebbe infettare i vostri dispositivi o 'rubare' i vostri dati. [Leggi articolo completo]

 


Andrea Massa - Progetto Massere - @massere82Autore:
Andrea Massa
Resp. INFORMATICO - Progetto MASSERE

 

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Scriviamo questo articolo in base agli ultimi nostri incontri con gli alunni e alcune risposte ai relativi sondaggi, sempre più ragazzi ammettono di essere affascinati dal "Deep Web" e a volte confermano di essere in grado di accedervi. Iniziamo a cercare di capire di cosa stiamo parlando.

Il Deep Web (web sommerso) è l'insieme delle risorse informative non indicizzate dai normali motori di ricerca in quanto le pagine che spider web e crawler dei motori di ricerca sono in grado di indicizzare sono meno di un decimo di quelle effettivamente esistenti.
Occorre fare attenzione a non confondersi con il dark web, il dark web è un sottoinsieme del deep web, solitamente irraggiungibile attraverso una normale connessione internet senza l'uso di software particolari perché giacente su reti sovrapposte ad Internet (darknet, la più famosa è TOR - The Onion Router con il relativo browser TOR Browser).
Progetto MASSERE - Deep Web vs Dark Web

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Durante gli incontri con genitori e ragazzi, spesso parliamo di nativo digitale, immigrato digitale e tardivo digitale, oggi vogliamo dare alcune delucidazione su una parte dei nativi digitali identificati come GENERAZIONE Z.
Tale generazione comprende tutti i ragazzi nati tra il 1995 e il 2010, viene anche chiamata post-millennials.
Come si nota dagli esiti dei nostri sondaggi nelle scuole, un aspetto importante è il diffuso utilizzo di Internet sin dalla giovane età.

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Analizzando gli esiti dei SONDAGGI svolti da GENITORI e DOCENTI negli ultimi mesi colpisce la preoccupazione di una buon parte per una nuova App "THISCRUSH", vediamo di capire come funziona e quali pericoli nasconde.
Letteralmente ThisCrush significa “questa cotta”, perché l’obiettivo degli ideatori era quello di dare la possibilità di superare l’imbarazzo adolescenziale di fronte a un colpo di fulmine.

Che età hanno gli utenti: la fascia d'età va dai 12 ai 15 anni

Contenuti: la maggior parte dei contenuti sono di violenza, spesso a sfondo sessuale. il destinatario non può rispondere direttamente, proprio per questo motivo spesso pubblica le discussioni su Instagram per denunciare l'accaduto magari attraverso una storia che si autodistrugge dopo 24 ore.
I messaggi inviati vengono chiamati Crush, in quanto pensati per segnalare il proprio interesse verso una persona.

Anonimato: SI, come già visto per altri Social (Ask.fm, Whisper e Sarahah) anche qui è possibile commentare nascondendo la propria identità.
Recentemente queste App sono state accusate di essere veicoli di violenza in Rete e cyberbullismo.

Progetto MASSERE - Alla scoperta di ThisCrush

Negli ultimi mesi sono comparsi su youtube Tutorial per connettere ThisCrush al proprio profilo Instagram. Qui potete vedere una guida in italiano.

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Negli scorsi mesi abbiamo parlato di come l'utilizzo intensivo di dispositivi elettronici quali smartphone e tablet stanno causando problemi sulla postura e del sonno (vamping), oggi vogliamo dedicare l'attenzione alla vista.
In occasione della giornata mondiale della vista, sono stati proprio gli oculisti a lanciare un allarme confermando i ragazzi passano troppe ore fissi sul telefonino stimando che nei prossimi dieci anni, il 40% degli under 25 avrà seri disturbi visivi.
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità infatti almeno otto casi su dieci di persone affette da queste patologie potrebbero essere evitate cura e prevenzione.
Attualmente il 30% della "popolazione digitale" sviluppa un difetto visivo, prevalentemente miopia. Il 70% soffre di disturbi visivi come la difficoltà di messa a fuoco e di lettura, la secchezza oculare, il mal di testa.

ARTICOLI CORRELATI:

Il Fatto Quotidiano: Miopia, il 70% della popolazione digitale sviluppa qualche problema [Leggi articolo completo]

Libero Quotidiano: Miopia, boom tra i più giovani: colpa dei dispositivi elettronici come gli smartphone. "Rischio cecità" [Leggi articolo completo]

TGCOM24: Allarme miopia tra i giovani: tutta colpa degli smartphone. Preoccupazione tra gli oculisti. Intanto si celebra la giornata mondiale della vista: in molte città italiane sarà possibile sottoporsi a un check up gratuito [Leggi articolo completo]

 


Andrea MassaAutore:
Andrea Massa
Resp. INFORMATICO - Progetto MASSERE

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Nel periodo di vancanze ed oratori estivi, cerchiamo di rispondere alla domanda di una mamma preoccupata.

<<Mio figlio ha terminato la 5a elementare e mi ha chiesto il permesso di aprire dei Social (Facebook, Instagram e SnapChat). Esitono limiti di età? Quali?>>

Partiamo dal fatto che molte volte durante i nostri incontri nelle scuole molti ragazzi affermano di possedere account social senza avere l'età necessaria e spesso di nascosto dai genitori.
I nostri sondaggi effettati nelle scuole, fanno notare come il primo smartphone viene consegnato nelle mani del figlio tra i 6 e 9 anni (54%) e tra i 10 e 12 anni (42%), tutti questi dispositivi si connettono in internet (i dati dell'a.s. 2016-2017 conferma che più del 95% naviga sul web).