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Al di là dei nomi, al di là delle dinamiche, al di là delle soluzioni scelte c'è un aspetto che accomuna le storie di diffusione illecita di foto e video intimi, privati di ragazze che, nel loro modo, vivono la propria sessualità.                 Questo aspetto è la vergogna. Ascoltando i giornalisti nel commentare la notizia, leggendole sui giornali, emerge come la vergogna venga associata al vissuto provato da queste ragazze dopo la diffusione dei video o foto in questione.

Ma cosa è la vergogna? Tutti la proviamo? Perché?

La vergogna è un'emozione, un vissuto profondamente doloroso che pone le sue radici in noi già dal 14° mese di vita quando il bambino, nel suo ingenuo esplorare, attua dei comportamenti che agli occhi dell'adulto sono connotati dalla vergogna. La vergogna quindi può essere considerata "sociale", un vissuto derivante da una trasgressione di uno standard etico- sociale- familiare che porta il soggetto a provare una sensazione di forte vulnerabilità, inadeguatezza e confusione. Lo stato emotivo, se prolungato, ripetuto e mai "riparato" può sfociare in una serie di cognizioni, pensieri su di sè di cui pian piano l'individuo se ne convince sempre più: "sono sbagliato", "sono cattivo", "non merito amore"...

La vergogna è quindi tanto intima quanto sociale, intima perché riguarda il chi sono io, che valore ho, sociale perché è a partire dallo sguardo dell'altro che provo vergogna ed è dall'altro che inizio a fuggire, nascondermi fino a isolarmi.Si può immaginare quanto sia forte e invasiva quando lo sguardo dell'altro, non è dell'amica o della madre, ma è quello di tante persone, anche sconosciute, che attraverso uno schermo e una tastiera guardano e giudicano quel comportamento che è socialmente connotato come "vergognoso".

La vergogna è quindi sociale, emotiva, cognitiva ma anche corporea, se proviamo vergogna arrossiamo, abbassiamo lo sguardo, ci copriamo la faccia, chiudiamo le spalle. E' un'emozione che attiva a diversi livelli e quindi inevitabilmente agiamo in base a questo. Dal nascondere il proprio viso si passa al nascondere alcune parti di noi, quelle "vergognose", fino a nascondere noi stessi, isolandoci e arrivando a vedere un' unica soluzione: scomparire.

Scritto da: Stefania Sedini

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Negli ultimi giorni si parla tantissimo del disegno legge 20/09/2016 n° 3139, noto con il titolo di "Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo”.
L’iter legislativo non è ancora terminato, ma tutto sommato siamo nelle fasi finali quindi è possibile già dare un commento al disegno che a breve diverrà legge.

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Il PHUBBING combina i termini inglesi phone e snubbing, ossia il nome telefono e il verbo snobbare/ignorare/trascurare: si tratta di un verbo nato per indicare coloro che, durante le più comuni attività sociali, non si limitano a leggere mail, ma continuano a controllare e aggiornare le proprie attività su Facebook, Instagram, WhatsApp e altri network.

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Arrestato alle Eolie 52enne con l’accusa di pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico. La denuncia dei genitori di una piccola di 9 anni.

Veniva trovato in possesso di copioso materiale inequivocabilmente pedopornografico, consistente in immagini esplicite tratte da internet ma anche in fotomontaggi con immagini di vari minorenni dal medesimo direttamente conosciuti, materiale confezionato all'insaputa dei minori.

25 Maggio 2020
18 Maggio 2020
11 Maggio 2020
29 Aprile 2020
27 Aprile 2020