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Cosa intendiamo per CAR SURFING? E' una pericolossisima moda che consiste nel fare Surf sul tetto dell’auto in corsa.
Basta mettere queste due parole su Google per imbattersi in decine di filmati e foto che raccontano questa pericolosissima moda nata negli Stati Uniti e diventata una sorta di iniziazione per i ragazzi.

E' di pochi giorni fa l'episodio ad Adria del 19 gravemente ferito, ma siamo certi che questo sarà solo l'inizio.

ALCUNI ARTICOLI PUBBLICATI:

Corriere delle Sera [19-05-2017]
Surf sul tetto dell’auto in corsa: grave.Indagini sul folle gioco dei 20enni
Il diciannovenne è ricoverato in ospedale ma non è in pericolo di vita. Potrebbe essere stato coinvolto in una «gara» di «car surfing»

Il Resto del Carlino [19-05-2017]
Travolto dall'auto dall’amico, è grave. L’ombra di un gioco (CAR SURFING) finito male

Come successo negli anni passati per le stupide mode del daredevil selfie (selfie estremi, in particolare con i treni), purtroppo le "sfide sul web" attirano l'attenzione dei ragazzi sul web facendole diventare virali sui social.
Lo dimostra il fatto che tra i video con un maggior numero di visualizzazione nelle ultime settimane troviamo proprio questi episodi.


Il social che va per la maggiore in questo momento per FOTO e VIDEO è INSTAGRAM, anche qui si può trovare di tutto sul tema del CAR-SURFING:
Ecco alcuni ESEMPI (clicca sulla foto per vedere il video)

Clicca sulla foto per vedere il video

Già nel 2014, Luca Altieri (inviato di Striscia) parlava della pericolosa moda di 'surfare' sul tetto delle auto in corsa. Guarda servizio Striscia la Notizia

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La Camera dei Deputati ha poco fa approvato all'unanimità (432 favorevoli, nessun contrario)

in via definitiva la legge che introduce disposizioni a tutela dei minori

per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo.

 

                                                                           Risultati immagini per cyberbullismo

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/cyberbullismo-la-camera-approva-la-nuova-legge-all-unanimita

http://www.corriere.it/tecnologia/cyber-cultura/cards/lotta-cyberbullismo-arriva-l-ok-camera-cosa-prevede-legge/contro-bullismo-cyberbullismo-l-ok-camera_principale.shtml

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Per revenge porn intendiamo la pubblicazione di foto e video di atti sessuali per vendetta da parte di ex partner, naturalmente senza consenso.
Il pericoloso fenomeno può considerarsi la più estrema conseguenza del SEXTING.

E' di qualche mese fa il caso di Tiziana Cantone [Corriere della Sera - La vergogna di Tiziana: «Ero fragile e depressa, i video sono 6»].
Ad oggi in Italia, a differenza di altri paesi, come Israele, Germania, Regno Unito, 34 stati degli Stati Uniti e Australia, non esiste una legge specifica sul revenge porn che tuteli le vittime. Rientra nella fattispecie del reato di diffamazione e di violazione della privacy, ma affidarsi al garante della privacy o ricorrere in giudizio richiede periodo assai lungo.


Il 27 settembre 2016 è stata presentata una Proposta di Legge dal titolo "Introduzione dell’articolo 612-ter del codice penale, concernente il reato di diffusione di immagini e video sessualmente espliciti".

Il cosiddetto « re- venge porn » è l’espressione anglosassone con cui si indica la pubblicazione sul web di foto o video, anche molto intimi ed espliciti, a scopo di vendetta. Spesso accade che la diffusione di un certo tipo di imma- gini o video pornografici segua la fine di una relazione sentimentale e venga utiliz- zata come strumento di vendetta nei con- fronti delle vittime, che sono prevalente- mente donne.
La « vendetta porno » è l’esempio più estremo di come, in certi casi, le nuove tecnologie vengano utilizzate da alcuni uo- mini con l’unico scopo di esercitare il po- tere e il controllo sulle donne. Sono sempre più numerose le vicende di cronaca che vedono protagoniste giovani donne che, senza aver espresso alcun consenso, sco- prono online, sui social network, proprie immagini intime, ormai condivise da un numero molto elevato di utenti, quindi di- venute « virali ». Si tratta di episodi gravissimi, che hanno ripercussioni a livello psi- cologico inimmaginabili, spingendo in al- cuni casi le vittime fino a gesti estremi.  [Leggi PDF Completo qui]

Parlando di SEXTING e revenge-porn la maggior parte dei genitori DOMANDA spesso:

  • Le vittime sono più maschi o femmine? La risposta è femmine, come per il sexting anche il revenge-porn ha per quasi il 90% le ragazze/donne come vittime.
  • Quali possono essere le conseguenze? Stress e depressione nel 93% dei casi, il 47% delle vittime ha avuto pensieri suicidi e il 49% ha subito episodi di stalking online
  • Che età colpisce? La fascia di età più diffusa è quella tra i 13 e i 25 anni, anche se la cronaca presenta diversi casi di donne più grandi.
  • I canali principali sono i SocialNetwork. Facebook e Instagram i più utilizzati anche se WhatsApp si sta diffondendo nell'ultimo semestre.


Google ha introdotto una speciale sezione permettendo all'utente di richiedere la rimozione dei contenuti. Tra i requisiti per la rimozione troviamo:
  • Vieni mostrato nudo o durante un atto sessuale
  • I contenuti dovevano essere privati
  • Non hai mai autorizzato la divulgazione pubblica dei contenuti

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Non è la prima e purtroppo probabilmente non sarà l'ultima volta che si viene a conoscenza di una notizia così forte... ecco alcune parole dell'articolo pubblicato dal Il Corriere della Sera il 27 Aprile 2017 intitolato "Un’altra morte su Facebook Live .Parte la diretta e si spara alla testa".

 

"Dopo l’assassinio a Cleveland, ripreso e poi postato in bacheca, e il dramma in Thailandia di un uomo che ha impiccato la figlia e poi si è ucciso un’altra pagina di cronaca nera colpisce la diretta Facebook. Il terzo caso nel giro di pochi giorni.

Un 49enne in Alabama ha fatto partire lo streaming, si è messo davanti alla telecamera e poi con il suo fucile si è sparato alla testa. Più di mille utenti hanno visto il suicidio di James M. Jeffrey in diretta sul social network, chiamando insistentemente il 911 — il numero del pronto intervento americano — prima che il filmato venisse rimosso dalla bacheca. Sembra che dietro il gesto drammatico ci sia la disperazione per la fine di una storia....": 

 

L'articolo riporta anche i riferimenti agli altri due casi avvenuti nei giorni precedenti, luoghi diversi, storie diverse ma sempre una scelta social per porre fine a una scelta e una sofferenza profonda.

                                                                               Risultati immagini per sofferenza

"A Cleveland la polizia ha cercato per giorni Steve Stephens, il 37enne che si è ripreso mentre sparava a un uomo incontrato per strada e ha poi postato il video sulla sua bacheca. Dove è rimasto online per oltre due ore prima di venire rimosso... Pochi giorni dopo Facebook Live torna protagonista di altre morti in diretta, dall’altra parte del mondo. In Thailandia un padre ha impiccato la figlia di 11 mesi e poi si è tolto la vita. Anche qui i tempi di reazione sono stati troppo lenti: il video è rimasto in bacheca per circa 24 ore prima di essere cancellato ed è poi rimbalzato su Youtube (la piattaforma sostiene di averlo rimosso dopo 15 minuti)..."

 

http://www.corriere.it/tecnologia/social/17_aprile_27/altra-morte-facebook-live-parte-diretta-si-spara-testa-31821d86-2b4e-11e7-9442-4fba01914cee.shtml

 

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Violentano una ragazza di 15 anni e trasmettono lo stupro in diretta su Facebook Live: la polizia di Chicago ha arrestato uno dei responsabili, un 14enne, il primo "di molti indagati minorenni per violenza sessuale".
Le immagini trasmesse dal branco sul social network: 40 persone l'hanno visto, ma nessuno ha chiamato la polizia.