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Grazie all'esperienza con Instagram, Facebook introduce "le Storie" e una nuova fotocamera. Si potranno postare foto e video ricchi di effetti, che scompaiono dopo 24 ore (ci siamo già passati con Snapchat e il fenomeno del sexting ha avuto un boom).
L’aggiornamento, reso pubblico alcuni giorni fa, introduce alcune novità:

  • una nuova fotocamera interna all’app consentirà creare foto/video con effetti e filtri
  • Facebook Stories
  • Direct un’opzione per condividere foto e video solo con uno o più amici

"Gli smartphone hanno cambiato il modo di comunicare – spiega Connor Hayes, uno dei project manager del Camera Team – oggi la comunicazione è ‘fotocentrica’, le persone amano raccontare se stesse con le immagini, ed è questa la direzione che vogliamo prendere con Camera."

Come funzionera? Ecco un video di esempio:

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Dal rapporto annuale di Nielsen, USA, sull'uso delle app social emerge come la generazione dei tardivi o immigrati digitale sia in fase di sorpasso rispetto ai nativi digitali nell’uso dello smartphone e dei social.

 

I più grandi (35-50 anni) infatti sembrerebbe che trascorrano quasi sette ore (sei ore e 58 minuti) intrattenendo rapporti sociali digitali mentre i più giovani sono fermi a poco più di sei (6 ore e 19 minuti per la precisione). Non sono solo i «ragazzini» a stare tutto il tempo con lo sguardo rivolto verso il display anzi, dagli ultimi dati, lo fanno meno dei loro genitori.

Risultati immagini per parents and social network

In particolare è emerso come in questa fascia di età siano soprattutto le donne ad essere maggiormente online rispetto agli uomini dedicando quasi il 25%del loro tempo online a commentare, postare e mettere like laddove i secondi sono al 19%. Si tratta, rispettivamente, di un quinto e di un quarto del proprio tempo di connessione, ovvero un'ora su cinque contro una su quattro. 

Il 39% degli utenti più attivi afferma che Facebook e simili sono un valido aiuto nella scelta di cosa comprare, nella scoperta di nuovi prodotti e servizi ma soprattutto offrono uno sguardo considerato obiettivo su ciò che cerchiamo.

Questi dati fanno riflettere se pensiamo anche ad alcuni pensieri e esempi che ci riportano i ragazzi durante i nostri incontri come “si io ho la regola di non usare internet dopo le 22:00 …però i miei ci sono sempre attaccati!” oppure “a tavola non posso usare il cell però poi mio padre guarda le mail se arriva una notifica”.

Fa riflettere perché forse, prima di puntare il dito sui giovani, potremmo provare a pensare a noi e chiederci noi che uso facciamo e che esempio diamo!

 

http://www.corriere.it/tecnologia/social/17_gennaio_30/social-network-passatempo-anche-adulti-usa-ci-trascorrono-piu-tempo-rispetto-millennials-ee06158a-e6dd-11e6-878e-daa011262b55.shtml 

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 Dalla ricerca Global Mobile Consumer Survey 2016, condotta su 30 Paesi, vengono delineati i trend relativi alle abitudini e ai comportamenti degli utenti connessi tramite Smartphone e Tablet.

In particolare, tra i diversi dati raccolti, ci sono alcuni spunti di riflessione molto interessanti spesso affrontati anche durante i nostri incontri come gli aspetti relazionali e educativi ed esempio le regole/rimproveri sull'utilizzo dello smartphone, le dinamiche relazionali che si possono instaurare e molto altro sono emersi in questa ricerca. L'Italia risulta infatti il Paese europeo in cui si discute più spesso a causa del cellulare. Il 27% delle coppie litiga a causa del telefonino come pure il 27% dei figli rimprovera ai genitori di essere sempre incollati al cellulare.


 Altro tema caldo degli incontri sia con ragazzi che adulti è il fenomeno del VAMPING, secondo questa ricerca poi, il 37 % della popolazione italiana controlla il cellulare nel bel mezzo della notte per vedere che ore sono (20%), leggere i messaggi di WhatsApp (15%) e controllare le email (9%).

 

Infine un altro grafico secondo noi molto interessante è quello delle abitudini, cosa andiamo a vedere sui social? Per cosa si usano?

 

 

 

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«Ormai registriamo fra gli under 18 un atto di cyberbullismo al giorno. Non solo nelle scuole, ma anche fuori, nelle piazze, durante la palestra, nei negozi, nella pausa pranzo e nell’arco della giornata». A lanciare l’allarme è Luca Bernardo, a capo dell’unico centro contro i bulli in Italia.

In Lombardia nel 2016 sono stati registrati 1.200 nuovi casi di bullismo di cui 800 nell’ambito della sicurezza in rete, cyber bullismo, sex testing (scopri la definizione di sexting), con invio di messaggi sessualmente espliciti.

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Durante i nostri due ultimi incontri con i genitori abbiamo ricevuto molte domande su questa sindrome, oggi cercheremo di spiegarvi meglio chi sono gli HIKIKOMORI.
In Italia le stime parlano di 30mila casi ma potrebbero essere di più i giovani che non vogliono uscire dalla loro camera per mesi, a volte anche per anni. Tra i sintomi del malessere, avversione per la società, fobia scolastica e fuga in Rete.
Letteralmente "stare in disparte, isolarsi",dalle parole hiku "tirare" e komoru "ritirarsi") è un termine giapponese usato per riferirsi a coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale, spesso cercando livelli estremi di isolamento e confinamento.
I primi casi italiani, sporadici e isolati, sono stati diagnosticati nel 2007, e da allora il fenomeno ha continuato a crescere e, seppure con numeri diversi da quelli giapponesi, a diffondersi.

Anche Le Iene qualche mese fa hanno fatto un servizio dal titolo: Hikikomori: i nuovi eremiti. Siamo andai in un centro che aiuta i ragazzi colpiti da questo disagio sociale a reintrodursi nella società. [Guardalo online QUI]