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L'episodio è successo a Torino, il ragazzo è ora ricoverato in gravissime condizioni allʼospedale Cto del capoluogo piemontese.

Dopo l'ennesima lite, la madre gli ha tolto la tastiera del computer dalle mani e lui, 19 anni, si è buttato dal quinto piano della sua abitazione. E' accaduto nel quartiere Mirafiori di Torino. Il ragazzo è ora ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale Cto del capoluogo piemontese. Il 19enne viveva in simbiosi con il pc perché affetto da sindrome di hikikomori, che letteralmente significa isolarsi.

Secondo quanto riportato dal Corriere Torino, il 19enne non usciva di casa ormai da alcuni anni. Ha smesso di studiare da un po' e non ha mai circato lavoro. Vive con la madre in un alloggio popolare; il padre è andato via di casa da molto tempo, mentre la sorella, appena ha potuto, si è costruita una vita con il fidanzato. "Stava al computer dal mattino alla sera, e quando la madre gli diceva che doveva smettere, a volte le alzava le mani", ha raccontato una vicina al quotidiano. Quello di sabato 29 giugno è stato solo uno dei numerosi litigi tra i due.

Fonte: TGCOM24 [30 giugno 2019] - Leggi articolo completo

Ne hanno parlato anche:

  • Corriere della sera [30 giugno 2019]: La madre gli toglie il computer e lui si lancia dal quinto piano
    È accaduto a Mirafiori: il ragazzo, 19 anni, è gravissimo. Non usciva mai di casa, è uno dei tanti «hikikomori» (ritirati sociali) della periferia torinese. [Leggi articolo completo]
  • Quotidiano.Net [30 giugno 2019]: La madre gli toglie il pc, 19enne si lancia dal quinto piano.
    Torino, il ragazzo grave in ospedale. Da mesi viveva in casa attaccato al computer come un hikikomori [Leggi articolo completo]

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Andrea Massa - Progetto Massere - @massere82Autore:
Andrea Massa
Resp. INFORMATICO - Progetto MASSERE

Settimana scorsa, la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT), citando 'numeri' allarmanti, ha denunciato l'aumento del 700% dei casi di cifosi registrati nelle scuole medie inferiori negli ultimi dieci anni.

 

Purtroppo, come spesso verificato dai nostri sondaggi, smartphone e tablet sono diventati i veri “babysitter elettronici” che tengono occupati e mansueti i più piccoli a casa o al ristorante.
Spesso parliamo negli incontri parliamo di: dipendenza da Internet, perdita del senso realtà, I.A.D. (internet Addiction Disorder), I.G.D. (Internet Gaming Disorder), Nomofobia e la postura insieme alla vista stanno iniziando a fare le prime "vittime", oggi l'80% dei bambini di quarta e quinta elementare ha un 'atteggiamento cifotico'. Era il 20% nel 2008.
Stare chinati con le spalle in avanti per ore - spiega Carlo Ruosi, Professore di Ortopedia e Traumatologia Università Federico II di Napoli - è assolutamente sconsigliabile per bambini che hanno ancora le vertebre in via di formazione. Una situazione che a lungo andare le fa crescere deformate". E si vedono tanti bambini che non tengono più le spalle dritte, ma sono curvi in avanti.
Fondamentale, per qualsiasi disturbo interessi le ossa e le articolazioni dei bambini (dalla cifosi alla scoliosi, al piede piatto, al ginocchio valgo), è rivolgersi allo specialista, l'ortopedico, è importante sapere che alcuni di questi disturbi possono essere evitati grazie all'adozione di posture e comportamenti corretti fin dalla primissima infanzia.

Fonte: ANSA.IT [12 giugno 2019] - Leggi articolo completo

COSA INTENDIAMO PER CIFOSI?

Con il termine cifosi si indica la curvatura della parte alta della colonna vertebrale in senso antero-posteriore e a concavità anteriore: quella modificazione a carico della schiena, cioè, comunemente conosciuta come "gobba". Un leggero grado di curvatura della parte alta della schiena è fisiologico, ma il termine cifosi di solito viene utilizzato per indicare una curvatura eccessiva.

Ne hanno parlato anche:

  • La Repubblica [19 giugno 2019]: In 10 anni i casi di cifosi sono aumentati del 700% -> Leggi articolo completo

  • RTL 102.5 [20 giugno 2019]: Allarme ortopedici, +700% casi di cifosi da smartphone tra bimbi -> Leggi articolo completo

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Andrea Massa - Progetto Massere - @massere82Autore:
Andrea Massa
Resp. INFORMATICO - Progetto MASSERE

Abbiamo spesso parlato di dipendenza da Internet, perdita del senso realtà, I.A.D. (internet Addiction Disorder), I.G.D. (Internet Gaming Disorder), Nomofobia, è di oggi un interessante articolo uscito su La Stampa che parla di un nuovo ambulatorio specializzato per la disintossicazione dalla dipendenza da computer e smartphone. I casi più gravi tra gli under 15, si stimano 300.000 i ragazzi tra i 12 e i 15 anni con un disturbo legato alla dipendenza da telefonini e videogiochi.

Tanti sono i giovani malati di videogiochi, chat e YouTube: non riescono a farne a meno. Una vera e propria dipendenza che ha spinto Cerba HealthCare, un gruppo internazionale specializzato nella diagnostica ambulatoriale, a inaugurare ieri a Milano un servizio chiamato “Digital Life Coaching”, ovvero uno sportello psicologico che – come racconta La Stampa – consentirà ai malati di internet di riappropriarsi della propria vita e delle proprie relazioni sociali
Secondo l’ultimo rapporto Agi-Censis, la gran parte dei malati del web (il 77.7%) è in rete anche prima di dormire (fenomeno del VAMPING) e subito dopo la sveglia (63%). Il 61.7% utilizza tablet e cellulari anche a letto (tra i più giovani si sfiora l’80%) e il 34% a tavola.
Sarà possibile parlare con «con personale qualificato» che effettuerà un «primo screening di valutazione assieme agli psicologici che costruiranno percorsi personalizzati» ha spiegato Stefano Massaro, Ceo di Cerba HC Italia al quotidiano La Stampa.

Durante i nostri incontri con gli studenti abbiamo spesso parlato del rapporto sempre più stretto tra videogiochi e adescamento di minori, da quando le console (Playstation, Wii, Switch, XBOX...) hanno iniziato a sfruttare la RETE il fenomeno è aumentato vertiginosamente.

Questo è il caso di FORTNITE: su segnalazione della mamma del ragazzino quindicenne la polizia rintraccia il giovane pregiudicato di 31 anni: si erano conosciuti giocando a distanza online.

Macerata, 14 maggio 2019 - Tenta di adescare un ragazzino in rete fingendosi poliziotto, ma l’intervento tempestivo di mamma e polizia lo fermano: denunciato 31enne residente fuori provincia, pregiudcato. E’ accaduto ad aprile quando una mamma di 43 anni si è recata in Questura insieme al figlio 15enne, preoccupata per quanto stava accadendo al ragazzo probabilmente vittima di un tentativo di adescamento in rete da parte di un finto poliziotto. La disavventura era iniziata da qualche tempo quando il figlio Paolo (nome di fantasia) giocando alla Play Station con il famoso gioco “Fortnite”, tanto in voga tra i giovani, era entrato in contatto con un soggetto che si era presentato come un poliziotto di 31 anni.

Rispondiamo ad alcune delle domande più frequenti che ci vengono poste negli incontri con i genitori e con i ragazzi.

Come ci si può tutelare legalmente davanti ad atti di cyberbullismo effettivo o presunto?
Come noto, nel nostro ordinamento giuridico le tutele “fai da te” possono comportare risultati poco utili e conseguenze dannose per la persona offesa.
Una risposta efficace alla domanda la si può ricavare solo nel dettato normativo.
La legge di riferimento è la 29 maggio 2017, n. 71, nota come “Legge sul Cyberbullismo”.
In particolare, l’art. 2 prevede che i minori ultraquattordicenni, i genitori o i soggetti esercenti la responsabilità sul minore possono inoltrare al gestore del sito una richiesta di oscuramento, rimozione o blocco di qualsiasi dato personale del minore. 

Come si segnala un contenuto al gestore del sito internet?
Tale attività può essere eseguita tramite dei comandi presenti sul sito stesso, spesso individuabili nei tasti “segnala” / “fornisci un feedback” / “contatta il gestore”.

Come posso fare se nel sito non vi è questa possibilità o se il gestore non risponde alla mia richiesta?
Qualora il gestore del sito non adempia entro 24h dalla richiesta o quando non sia contattabile, il comma 2 del citato articolo 2 propone un secondo livello di tutela: la segnalazione o il reclamo al Garante per la protezione dei dati personali.

Come posso fare una segnalazione o un reclamo al Garante?
La risposta è molto semplice, tramite un messaggio mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Per facilitare la procedura, il Garante ha pubblicato un modello, scaricabile al seguente link (MODULO).

Per qualsiasi ulteriore dubbio o chiarimento, non esitate a contattarci! 

 

MATTEO MERONI - Resp. tematiche legali