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Il metodo escogitato da due uomini identificati dalla polizia postale. L’indagine nata dalla denuncia dei genitori. Accertamenti su eventuali altre vittime

Si fingevano bambini per adescare minorenni via WhatsApp, per poi chiedere alle vittime foto intime. Lo stratagemma è stato inventato da due uomini che la polizia postale di Biella ha identificato e segnalato alla magistratura. L’indagine nasce dalla denuncia dei familiari di due di questi minorenni.

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La prima volta che abbiamo parlato di SEXTING nei nostri incontri era il giugno 2012 e come nel caso di CHATROULETTE il fenomeno è in aumento e i frequentatori sono principalmente ragazzi da 12-13 anni.

Oggi siamo a presentarvi OMEGLE.COM, un nuovo social diffuso tra i ragazzi, consiste "semplicemente nel chattare/videochattare con uno sconosciuto, non viene richiesta nessuna registrazione, né e-mail o numeri di telefono, il tutto in maniera anonima e purtroppo sappiamo quanto piaccia questa cosa nei ragazzi.
Nella home troviamo alcune segnalazioni (in basso in piccolo) tra cui: «è vietato molestare sessualmente chiunque» ma anche che chi vi accede «utilizza Omegle a proprio rischio e pericolo». [sotto trovate il testo completo]

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Da qualche giorno è disponibile online il MODULO per denunciare i casi di cyberbullismo e godere delle tutele offerta ai minori dalla legge 71/2017 sul sito del Garante per la protezione dei dati personali.

Il modulo [Modello per la segnalazione reclamo in materia di cyberbullismo] può essere scaricato QUI e dovrà poi essere reinviato via email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. allegando eventuali file multimediali.
Tale modulo potrà essere compilato dai minori che hanno compiuto 14 anni o dai i genitori di chi non ha ancora raggiunto tale età, specificando una tra le violenze subite (aggressione, ricatto, ingiuria, diffamazione, furto di identità o trattamento illecito dei dati) segnalando il sito, social, su cui i dati incriminati sono stati diffusi.

 

Fonte: Wired

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Quest'anno abbiamo parlato diverse volte del SELFIE ESTREMO (DAREDEVIL-SELFIE), prima con molti episodi di ragazzi sui binari [leggi articolo], poi con i ragazzi in cima ai palazzi [leggi articolo], solo settimana scorsa abbiamo anticipato l'introduzione dei cartelli NO-SELFIE in alcune zone pericolose [leggi articolo] ed è di oggi la notizia di una 15enne deceduta cadendo dalla scogliera sorpresa da un'onda mentre si faceva un selfie nel mare di Costa Paradiso a Trinità d'Agultu in Sardegna.

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Ennesimo caso di ADESCAMENTO ONLINE, è un fenomeno che viene spesso sottovalutato dai media a favore del più popolare CYBERBULLISMO ma le vittime di GROOMING aumentano anno dopo anno.

La squadra mobile di Genova ha individuato e arrestato un genovese di 40 anni. L'uomo, secondo gli inquirenti, creava falsi profili social (facebook, instagram e non solo) spacciandosi per un'altra persona più giovane, mettendo foto non sue. Dopo il 'corteggiamento' in chat si faceva mandare foto e filmati.
Dalla realtà virtuale il passo verso la conoscenza fisica era veloce anche grazie ai ricatti/minacce di diffusione di foto e video ad amici e parenti delle vittime.

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Come detto negli ultimi mesi, in diversi stati sono stati introdotti divieti ufficiali per il fenomeno SELFIE (selfie vietati nelle stazioni di treni e metro, vicino alle scogliere, alle sponde di laghi e fiumi, sui marciapiedi ecc.).
Anche in Italia arrivano le prime decisioni ufficiali:

MEDICI E SANITARI:

Il Ministero della Salute attraverso una nota, inviata dalla direzione generale del dicastero alla federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), al collegio degli infermieri e ai rappresentanti di ostetriche e tecnici radiologi, impone lo stop alla moda dell'autoscatto nelle strutture ospedaliere, perché "offendono i malati e compromettono l'immagine degli stessi sanitari".